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domenica 8 novembre 2009

Giuda Iscariota - Vangelo

Ho appena visto un documentario su History ch. e mi è sembrato interessante, ho cercato qualcosa in Rete e la riporto qui.

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Il Vangelo di Giuda


A cura di Rodolphe Kasser, Marvin Meyer e Gregor Wurst
Con un commento di Bart D. Ehrman

"Tu sarai al di sopra di tutti loro. Perché tu sacrificherai l'uomo che mi riveste".
Cristo parla a Giuda

Esistono storie affascinanti, al di là del tempo, delle passioni, dei gusti: storie che piacciono a tutti e che possono (e devono) interessare ogni lettore. La storia del Vangelo di Giuda è una di queste.

Può catturare chiunque per la straordinaria vicenda legata al suo ritrovamento e alla sua traduzione ufficiale, ma deve altrettanto interessare per il suo contenuto, per il messaggio che trasmette, perché la storia del Vangelo di Giuda è la nostra storia e non solamente religiosa, ma culturale e morale, quella che ha condizionato nei secoli i rapporti tra cristiani ed ebrei, tra l'altro. E non è certo poca cosa.

La National Geographic Society ha seguito tutta la vicenda, sovvenzionato le ricerche e ne ha tratto articoli e saggi, scritti dai protagonisti della scoperta e della decodificazione del testo.

Il papiro è stato ritrovato fortuitamente in una caverna in Egitto qualche anno fa (anche se informazioni precise sul ritrovamento non esistono), com'è spesso avvenuto per altri testi straordinari come I rotoli di Qumran, un complesso di manoscritti ebraici su pelle di pecora, datati tra il II sec. a.C. e il I d.C., l'analisi dei quali (173 comprendenti tutti i libri del canone ebraico tranne quello di Ester), ha fornito un grande apporto alla conoscenza del testo biblico ebraico, e ha fatto emergere la storia e i segreti della misteriosa setta ebraica degli Esseni, vissuta sullo sfondo del mar Morto tra la seconda metà del I secolo avanti Cristo e la prima metà del secolo successivo.

Importanti anch'essi per comprendere l'origine del cristianesimo, sono più conosciuti dal grande pubblico, ma non sono certo gli unici. Nel 1945 altri testi gnostici furono ritrovati da contadini egiziani sepolti in un vaso d'argilla vicino alla città di Nag Hammadi. Tra questi oltre 12 versioni del tutto inedite degli insegnamenti di Cristo, tra cui un Vangelo di Tommaso, uno di Filippo e un Vangelo della Verità.


Ma torniamo al nostro Vangelo di Giuda.
Inizialmente conservato da un antiquario del Cairo di nome Hanna unicamente per essere venduto a qualche museo o qualche miliardario collezionista, il Vangelo di Giuda è stato sin troppo maneggiato prima di finire nelle mani degli studiosi. Sono andati persi in questo modo alcuni passaggi importanti del testo, letteralmente sbriciolati nelle mani di incompetenti.
Dall'Egitto all'Europa e poi negli Stati Uniti: per 16 anni il nostro Hanna lo ha conservato nel caveau di una banca dello Stato di New York.
Ma fortunatamente nel 2000 Frieda Nussberger-Tchacos lo ha acquistato per circa 300.000 dollari e, dopo aver tentato inutilmente di rivenderlo, preoccupata per il deterioramento evidente di un reperto che con altrettanta evidenza era di grande importanza, lo ha affidato alla Maecenas Foundation for Ancient Art, che l'ha restaurato e tradotto e probabilmente lo cederà al Museo Copto del Cairo.


L'opera mastodontica di analisi e recupero è finanziata dalla National Geographic Society e dal Waitt Institute for Historical Discovery. A ridare forma al testo parziale e frammentario sono stati gli studiosi Florence Darbre e Gregor Wurst.
Poi Rodolphe Kasser, uno dei più importanti coptologi del mondo, e altri studiosi hanno tradotto le 26 pagine ricostruite all'80% circa.
Le analisi scientifiche fanno risalire il papiro a un'epoca tra il 220 e il 340 d.C. Il testo è in copto e lo stile di certe espressioni fa pensare a una traduzione dal greco, lingua originaria di molti testi cristiani del I e II secolo. Rodolphe Kasser è così certo della sua autenticità che ha già dichiarato di voler dedicare il resto della vita a studiarlo.


Ma qual è la straordinaria importanza del ritrovamento di questo Vangelo, che si credeva definitivamente perduto?
Ricordiamo, come necessaria premessa, che l'ipotesi che esistano altri vangeli che contraddicono più o meno sostanzialmente i quattro testi canonici scelti dai padri della Chiesa per dare vita al Nuovo Testamento è per molti credenti impensabile e inaccettabile. Rispettando il pensiero di tutti è tuttavia interessante ricostruire la storia delle altre versioni, prevalentemente gnostiche (cioè che danno rilevanza alla gnosi, "la conoscenza diretta di Dio tramite la coscienza della scintilla divina interiore") della storia di Gesù Cristo.
In particolare a questo Vangelo fa riferimento già nel 180 d.C. il vescovo Ireneo che nel suo trattato Contro le eresie cita un gruppo che venerava Giuda "il traditore" e che aveva fabbricato quella da lui definita una "storia fittizia" che chiamavano "il vangelo di Giuda", scritta dai sostenitori di Caino.
Nel saggio che vi presentiamo la parte storica sullo gnosticismo è sviluppata da un grande esperto, il professor Marvin Meyer. Senza addentrarci nel merito dell'analisi, ricordiamo che "gli gnostici credevano nell'esistenza di una fonte suprema di ogni bene, che per loro era la mente divina, al di fuori dell'universo fisico. Gli esseri umani posssiedono una scintilla di quel potere divino, da cui peraltro sono separati dal mondo materiale che li circonda, opera di un creatore inferiore e non del Dio supremo".

Alla luce di ciò si inserisce la figura di Giuda, ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere, nata secondo molti studiosi dalla volontà dei cristiani di allontanarsi dalle origini di setta ebraica e, proprio al fine di intraprendere questa strada differente e nettamente slegata dal passato, far ricadere sempre più sul popolo ebraico la colpa della cattura e della conseguente morte di Cristo.
Giuda, il traditore per antonomasia, diventa così l'archetipo della figura dell'ebreo e su di lui si scaglia la rabbia e l'odio di secoli.
Nel nostro Vangelo di Giuda, invece, lui è l'unico fra i discepoli a comprendere il vero messaggio di Gesù Cristo. E quando tradisce il suo maestro, consegnandolo alle autorità, fa solamente ciò che gli è stato chiesto da lui stesso, ben sapendo che il suo destino sarà la maledizione.
In sostanza, dunque, questo testo riflette "la lotta che si svolse tanto tempo fa tra gli gnostici e la Chiesa gerarchica". Sin dalla prima scena Gesù commisera ridendo i suoi discepoli che ancora pregano il "vostro dio", cioè quella divinità che creò il mondo. Più avanti li paragona ai sacerdoti del tempio che "hanno piantato alberi senza frutto, nel nome mio, in un modo che causa vergogna". L'unico che riesce a capire il significato profondo delle sue parole sembra essere Giuda.
E infatti in un passaggio successivo leggiamo: "Tu sacrificherai l'uomo che mi riveste", cioè Giuda viene scelto come l'eletto tra i discepoli per portare a termine un grande compito: fare in modo che Gesù muoia per fargli un favore. Spiega Meyer: "Quello in realtà non è affatto Gesù. Sbarazzandosi della sua carne materiale, fisica, potrà così liberare il vero Cristo, l'essere interiore divino".
Una parte del sito della National Geoghaphic Society, The Giuda's Gospel, è dedicata al Vangelo di Giuda ed è continuamente aggiornata. Contiene documenti, fotografie, storie, approfondimenti.
Naturalmente per conoscere la vicenda nel suo complesso e leggere interamente il testo nella versione italiana, la scelta migliore è acquistare questo saggio.

Traduzione e adattamento: Enrico Lavagno.

lunedì 9 marzo 2009

Rumble Fish



Bellissimo film di Francis ford Coppola, visto quasi per caso venerdì pomeriggio, ha lasciato forti segni (come quello di Rusty che guarda caso non si rimargina per tutta la durata del film) nella mia mente e di cui vi voglio rendere partecipi.
Cito intanto da da MyMovies la trama: "Nella Tulsa (Oklahoma) degli anni '60 il sedicenne Rusty (M. Dillon) vive col padre, avvocato fallito e alcolizzato (un ottimo D. Hopper da Oscar), e sogna di diventare come il fratello maggiore (M. Rourke), leader del quartiere, eroe solitario a cavallo della sua moto."

Due scene più delle altre mi hanno colpito:

"Ogni tanto qualcuno vede il mondo diverso dalla gente comune ma non vuol dire che è matto.. una diversa piu acuta percezione delle cose non significa follia, benchè a volte possa capitare che questa percezione possa portare alla follia"
".. Ha sbagliato parte e commedia.. è nato nell'epoca sbagliata sulla sponda sbagliata del fiume, con la capacità di poter fare tutto quello che vuole e non trovando niente che vuol fare.. proprio niente"



Queste frasi devo dire, mi hanno trafitto come una lama.. Il senso di oppressione, di una creatività immensa uccisa dalla routine e dai problemi della quotidianità che ti lasciano (se va bene) solo lo spazio per mangiare e riposarsi. Un potenziale enorme, inutilizzato, sprecato.. Incompreso. Un senso perenne di inquietudine.. Ma perchè?



La metafora è chiara, la società che ci stritola e non ci comprende, che "dovrebbe toglierci dalla circolazione" ci fà incattivire, ci rende aggressivi, arrabbiati.. In continua lotta con i nostri simili e col nostro ego riflesso nello specchio. "Qualcuno dovrebbe liberarci.. Qualcuno dovrebbe rimetterci nel fiume."

Lo so.. Niente di nuovo sotto il Sole, ma a volte capire Sè Stessi è più difficile di quanto si pensi.. Nemmeno lo specchio riflette ciò che SIAMO realmente. Ma è bello pensare che qualche energia particolare ci dia una mano ogni tanto, parlando tramite immagini e suoni non con noi, ma con la nostra Anima.

Simone aka Donnie.

martedì 23 dicembre 2008

Armonia nella Mente

Quando la nostra mente è in armonia, anche se questa di sicuro è una rarissima eventualità, noi ce ne accorgiamo dal fatto che non oppone resistenza a qualsiasi cosa svolga una relazione con essa. In questo caso, in verità non troppo frequente, la mente non reagisce e accetta di essere pervasa e impregnata di sensazioni derivanti da suoni, parole, rumori, percezioni visive, olfattive e tattili. Tutto ciò viene ad integrarsi in un aspetto unitario che dimostra e conferma che, la mente ed i contenuti che la invadono, sono della stessa natura. Tuttavia, la constatazione è possibile soltanto quando non è presente l’Io discriminante che, capriccioso e volubile com’è, decide sempre di preferire una cosa o il suo opposto, quindi accettando o rifiutando a suo piacimento. Quindi, nella maggioranza dei casi, quando l’Io è presente la mente reagisce con l’opporsi all’invasione dei fenomeni esterni che essa non accetta, specialmente nel caso che arrivino per cause karmiche indesiderate. In questo caso, nella mente subentra la disarmonia che è, appunto, rifiuto e desiderio di respingere, annullare ogni sensazione non voluta e non gradita.

Possiamo vedere perciò come, a seconda delle reazioni della mente, noi potremmo essere facilmente in pace o non esserlo affatto, potremmo assaporare la situazione di armonia o subire la situazione di conflitto interno. L’abile praticante Zen, che abbia imparato a conoscere la sua mente ha, come effetto di questa pratica indagatrice, il suo osservare ed osservarsi, che tende a stabilizzare la mente in una condizione di perfetta armonia con ogni cosa. Egli è consapevole che la sua mente (quindi egli stesso) per cause karmiche, è sottoposta a contatti ed intromissioni spesso indesiderate che, però all’atto pratico non risultano sostanziali, perché si volatilizzano già mentre sono all’interno della mente e, in definitiva, non lasciano alcuna traccia permanente. Così egli scopre che la mente, nella sua vera essenza, è uno spazio che si riempie e si svuota secondo le circostanze: è una sorta di “Vuoto”, che però è momentaneamente riempibile di “Tutto”.

L’energia di cui è composta la mente è l’energia stessa dell’Universo, che ci permette di cogliere l’energia delle cose, composte dalla stessa energia della mente. Se la mente non fosse “pura energia”, noi non saremmo consapevoli di nulla, né potremmo avere reazioni di sorta nei confronti di ciò che la invade e la penetra. Non avremmo reazioni di gradimento né di rifiuto al punto che, quando in noi non c’è più l’energia della mente, siamo ormai morti e diventati cadaveri.

Nello studio della mente, ci prepariamo a conoscere la natura dell’esistenza e, al contrario di quando non stavamo praticando la meditazione, diventiamo totalmente incuriositi e interessati, non più al “mondo di fuori” ma soprattutto a quello, segreto e misterioso, che definiamo “interiore”. Perciò la nostra partecipazione alla vita diventa una specie di partita a tennis: un “trovarci ad essere” di qua e di là con uno scambio continuo e diretto tra l’esperienza vissuta e colui che la sperimenta. Cominciamo a renderci conto che questo spazio vuoto della mente è la nostra stessa esistenza, è proprio la nostra persona che, non appena rinuncia alle difese precostituite dell’Io, non ha più interesse ad opporre resistenza all’andirivieni delle cose. Allo stesso tempo prendiamo coscienza che il karma non è altro che il dispiegamento obbligato degli eventi sequenziali delle precedenti “volontà” e desideri della mente.

In ogni caso, se la mente non fosse quel famoso spazio vuoto composto di energia trasmittente e ricevente, non sarebbe possibile neanche la sperimentazione del karma, inteso come effetto di ricezione delle onde dell’energia che sono state attivate. Si può dire che la mente, creatrice e fruitrice di tutto ciò che le accade, è contenitore e percettore dei contenuti, che hanno possibilità di “essere” proprio per il fatto che essa è spazio ed energia. Di conseguenza, ripetendo all’inverso il discorso fatto, ci rendiamo conto che NULLA potrebbe esistere senza una mente che l’accolga, nessuna cosa potrebbe mai manifestarsi “all’esterno” se la mente non potesse averne esperienza. Quindi, tutto ciò che esiste, è MENTE, è solamente mente, e come potrebbe la mente opporsi e rifiutare la mente, cioè sé stessa? Sarebbe come se lo spazio rifiutasse se stesso e non concedesse spazio allo spazio. Una cosa assurda, impensabile…

Allora cos’è la Mente? È la causa prima di tutto l’esistente, il primo Autore dei sette giorni della Creazione, l’Essere e l’Avere di tutti i fenomeni, l’Io e gli oggetti dell’Io, intesi come tutto ciò che sembra essere altro dall’Io. Bisogna capire profondamente queste dichiarazioni, altrimenti lo studio della mente è soltanto una mera e sterile operazione concettuale. Così come un primordiale computer collegato alla rete, la mente individuale è connessa a tutte le altre menti che, a loro volta, sono unificate e comprese nell’unica energia del web metafisico. Per il fatto che la mente <è> pura esistenza, essa ha la possibilità di manifestare e cogliere tutto ciò che esiste e, contemporaneamente essendo in costante contatto con tutta l’energia “vivente”, ha la possibilità di pervadere ed essere pervasa da questa massa frammentata di altre menti. Comprendendo questo, la domanda “Cos’è che esiste veramente?” parrebbe superata dalla consapevolizzazione della reciproca interdipendenza tra la mente ed i fenomeni. È un po’ come farsi la classica domanda “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”, a cui non si può certo rispondere in modo concettuale.

In verità a queste domande di profondo ordine metafisico, che però riguardano la realtà delle cose così come ora noi le percepiamo e le utilizziamo, non vi è risposta. Non è possibile rispondere in termini scientifici, con un preciso diagramma che convalidi le teorie. Ogni nostra risposta, data senza esperienza diretta, è sbagliata o incompleta. Le risposte non possono essere solo due, si o no: le risposte concettuali possono essere migliaia e tutte saranno sicuramente non esatte. Ogni nostra impressione momentanea, e quindi fugace e mutevole, è una risposta concettuale, perciò sbagliata.

L’unica risposta giusta è la conoscenza e l’esperienza diretta di tutto il funzionamento mentale. La conoscenza diretta non può essere assunta per ragionamento né può essere partecipata estraneamente con informazioni indirette. Quando meditiamo, quando facciamo appunto spazio nella mente eliminando gli oggetti che l’avevano invasa durante la giornata, stiamo avendo l’occasione per l’esperienza diretta. Vediamo che, in realtà, gli oggetti incamerati si mettono da parte da soli, spontaneamente con la stessa facilità con cui erano entrati. Nello spazio mentale, gli oggetti non ricoprono una dimensione fisica: essi sono soltanto “pensieri”. Perciò tutto quello che ci è successo durante la giornata, in definitiva si trasforma, si polverizza, perché è sempre stato “soltanto pensiero”. Il nostro vivere tutti gli avvenimenti con l’ostinata idea di “oggettività”, fa sembrare questi pensieri come cose reali, tuttavia durante la meditazione ci accorgiamo che essi possono sparire, almeno temporaneamente. E tutto si converte nuovamente in spazio vuoto, tutto ritorna ad essere energia che fluisce e rifluisce in e da questo “spazio vuoto”. Questa è la testimonianza diretta del reale svolgimento e funzionamento armonico della mente.

Le persone ordinarie da tempi senza inizio hanno perso di vista la natura della Realtà e non conoscono più la “Natura di base” della mente, che è la stessa identica cosa. Fissandosi arbitrariamente sulle qualità apparenti di ogni tipo di oggetti, le persone non coltivano la consapevolezza della natura effimera di essi, facendo sorgere così nella loro mente-cuore pensieri di odio e di amore. A causa di questi pensieri di odio ed amore, il recipiente mentale si incrina e perde energia vitale. E’ esattamente così che, nella mente, sorgono di conseguenza pensieri di nascita e morte. Essendovi l’idea di nascita e morte, nella mente delle persone compaiono tutte le forme di sofferenza. Questo sta a significare che l’iniziale armonia naturale della mente, a causa della facoltà indiscriminata di emettere pensieri non consapevolizzati da parte degli individui ordinari, si è trasformata in conflitto e disarmonia.

Allora qual è il sistema per far ritornare la mente alla sua funzione originaria? Qual è la Via per la restaurazione del Nirvana? La meditazione Ch’an è sicuramente una di queste Vie, uno dei migliori sistemi per il reintegro dell’energia purificata nella mente degli esseri umani. Essa è la Via per arrivare a comprendere che, noi stessi, la nostra mente originaria è “già” il Nirvana! In quanto il lavoro di pulizia mentale richiede la sistematica eliminazione, per mezzo della vera comprensione, della errata attribuzione individuale di cui ci investiamo, cioè dell’Io. L’Io è semplicemente uno strumento occasionale della nostra apparente idea personale, ed ha diritto di esistere e funzionare esclusivamente per questo scopo e non per condizionarci alla convinzione di essere realmente quella identità. L’attaccamento all’Io, che dovrebbe avere soltanto una funzione relativa e contingente, spinge la nostra mente a credersi una Identità permanente e separata. Questa illusione pericolosa produce la nascita e la morte, l’amore e l’odio, il piacere ed il dolore, insomma la dualità nelle forme conosciute come bene e male.

Nel “Sutra del Re della Mente” si afferma che la vera quddità (cioè il modo reale di esistenza di tutte le cose) ovvero la Natura di Buddha, è sommersa inconsapevolmente nell’Oceano Samsarico delle cause e delle condizioni (il Karma). Quindi la Reale Natura, cioè il modo reale di esistenza di tutti noi, di tutte le cose e dello spazio vuoto in sé, è immersa nel condizionamento illusorio della mente a credersi un Io. La Natura della Mente, a causa del condizionamento illusorio, si trova a “bagnomaria” nei desideri egoistici di erudirsi, acquisire continue esperienze mondane, ottenere ripetuti benefici temporali. Non avendo perciò volontà ed interesse per la vera conoscenza della realtà, vale a dire per la natura originaria ed autentica delle cose, questa mente, immersa nel condizionamento della percezione sensoriale e ballonzolando ora qui ora lì nella nascita e nella morte, non ha il potere di sfuggire a questi effetti del karma.

E’ estremamente necessario sforzarsi per riesumare e preservare la natura fondamentale della mente, affinché i distruttivi pensieri arbitrari non sorgano, o non vengano ancora alimentati. In tal modo, gli atteggiamenti egoistici e possessivi diminuiscono fino a svanire e si potrà realizzare l’uguaglianza e l’unità tra la mente ordinaria e la mente originaria dei Buddha.

Di Aliberth.

giovedì 4 dicembre 2008

Un viaggio (Acquaemotion)


La verità come la si cerca e come la si ottiene?

La lotta tra bene e il male.
Tra chi cerca di farne un pò, e chi cerca di toglierne un pò.
Tantissimi eventi sono accaduti nel corso della storia.
Oggi con internet tutti sembriamo sapere tutto di un pò di tutto, almeno in generale.
Tutte queste informazioni che alle volte ci aprono un pò gli occhie e altre volte fanno aumentare i dubbi esponenzialmente.
Penso che ognuno abbia il proprio percorso, i propri obiettivi, i propri sogni, i propri progetti.
Pura illusione forse quella di sperare in un risveglio collettivo e cambiare il mondo?
Impossibile o quasi. Non adesso almeno.
Dubito, anzi ne sono certo non sarà un gruppo di migliaia o milioni di persone a cambiare le sorti del destino.
Il destino è come tu te lo crei!
Frase stra abusata ma che credo lealmente sincera però.
Il destino non passa solo sulla terra, su una esistenza e poi via la luce, tutti al buio chi avuto avuto avuto chi ha dato ha dato ha dato, tanto per citare un ritornello..
Non è semplicemente così.
E allora si pensi ai monaci tibetani o di altra appartenza, perchè passare tutta una vita nella riflessione?
Noi vogliamo cambiare il mondo, e qualche "folle" passa la sua vita così?

Si ma allora dove stà la Verità?

Credo che non si abbia molto da offrire a nessuno se prima non si impara a conoscere se stessi.
Non si ha molto da amare se non si ama prima se stessi.
Non si ha molto da chiedere se prima non si impara a dare.

Io non credo che alcuni stiano mollando perchè deboli. Perchè non credo si stia mollando alcunché.
Sono scelte, e penso che la scelta più importante sia quella di imparare a vivere.

A fare questo spesso una vita intera non basta...

Un salutone e spero vogliate dire la vostra.


P.s.
Scusatemi per la probabile incomprensione di certe frasi, ma sono state buttate giù così di botto, i probabilissimi errori di grammatica etc.. ^_^

sabato 27 settembre 2008

Grant Morrison

Pigliatevi un oretta e guardatelo tutto, ne vale la pena.. Sarebbe bello discuterne assieme.



Il link alla playlist.

http://it.wikipedia.org/wiki/Grant_Morrison
http://it.wikipedia.org/wiki/Invisibles

"La nostra realtà non è quella in cui crediamo di vivere: una razza di alieni, chiamati Arconti, da secoli manipola le vite degli esseri umani tramite l'influenza occulta della politica e dei mass media. A loro si oppongono gli Invisibili: una società segreta, anarcoide e sovversiva, che si batte da secoli per la libertà dalle strutture autoritarie e al controllo."

lunedì 22 settembre 2008

Alimentazione e crescita spirituale

Questo blog si è interessato per lungo tempo di alimentazione naturale e di nutrizione consapevole. Credo fermamente che la nutrizione possa essere il punto di partenza per accrescere la nostra spiritualità e aiutare l’essere ad evolvere nel cammino di consapevolezza. Molti considerano il cibo come necessario alle funzioni vitali del corpo, altri pur conoscendo a grandi linee la sua importanza, utilizzano il cibo per appagare desideri ed istinti repressi. Infine ci sono i cultori della buona cucina, che ignorano totalmente i principi nutritivi, prediligendo gusto e associazioni enogastronomiche. Quando mi capita di parlare di nutrizione, spesso mi trovo di fronte persone poco comprensive nei miei riguardi, le mie idee vengono di continuo discriminate. In genere vengo criticato per il mio regime alimentare, non sulla base di prove scientifiche o teorie ragionate, più che altro su leggende metropolitane o su classiche battute da bar.

Quello che ho sperimentato nel corso degli anni, è la perfetta armonia che il cibo e lo spirito possono raggiungere in un cammino evolutivo. Consigliando alle persone più aperte al dialogo dei piccoli cambiamenti nel loro regime alimentare, ho potuto verificare un cambiamento anche in modi e comportamenti. Generalmente si ritrova una maggiore tranquillità e una maggiore centratura. Il cibo diviene il veicolo per ritrovare il contatto con il corpo, spesso considerato esclusivamente come un insieme di cellule ed apparati.

La nutrizione consapevole può essere l’inizio per un cambiamento in positivo nelle persone, la scintilla che innesca una serie di processi mentali, capaci di riportare l’uomo a contatto con la sua parte più sottile. Per molti è impensabile credere di poter cambiare o guarire semplicemente cambiando il rapporto con il cibo, perché profondamente condizionati da una società che ha fatto del cibo e dei farmaci, le armi per distruggere la salute dell’uomo. Possiamo ritrovare la nostra armonia inseguendo uno stile di vita più salubre e consapevole, favorendo la nascita di sentimenti di rispetto verso ogni forma vivente, aiutando la Natura a ripristinare il contatto spirituale che la lega all’ambiente.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di fare un passo indietro, un passo verso l’evoluzione interiore, rinunciando a quello che invece consideriamo evoluzione “esteriore”. Gli allevamenti e le colture intensive, lo sfruttamento delle materie prime e il depauperamento della terra, non può essere più considerato progresso, ma solo un errore che l’uomo moderno non dovrebbe più commettere, per ritrovare la giusta collocazione all’interno del Creato.

Articolo correlato: Nutrizione Consapevole
Articolo correlato: La medicina del futuro

lunedì 1 settembre 2008

Osservare. Non schierarsi



Questo post sarà breve..

Bene.. Avete visto tutti quanti la confusione e il conflitto tra pensieri e convinzioni, che si è creato all'interno dell'ultimo post. Qual'è il motivo secondo voi? Provate a pensarci.. Eppure ne abbiamo parlato molte volte.. La dualità.

"La vita se conosciuta, dissolve i conflitti, perchè elimina la loro causa, la divisione utile agli intermediari. Tra l' uomo e Dio ci sono le religioni, tra 'conoscenza' e vera realtà, scuola e accademie, tra l' essere umano ed il suo corpo, medicine e farmaci, tra individui e collettività, politici e media, tra spirito e materia, il vuoto.

Il vero dio, l'Uno, di cui possiamo essere cellule, il tutto che evolve, si rigenera e non genera divisione."

- Vittorio Marchi "La scienza dell' Uno"

L'emozione umana, la razionalità sono entrambe necessarie per comprendere al meglio noi stessi e quello che ci è intorno, ma al contempo limitano una visione critica di ciò che si sta osservando; da ciò nascono scuole di pensiero, chiese, religioni, culti.. Tutti schierati PER QUALCOSA e/o CONTRO qualcuno. L'equilibrio, l'armonia, il bilanciamento emozionale e razionale diventano determinanti in questo momento per non farsi prendere dalla voglia di schierarsi con un idea o un' altra. Non giova a nessuno. Tanto meno a noi stessi.

Parliamo di come sarebbe meglio procedere per innalzare di un gradino la consapevolezza. Cito da un utente di uniterismo:

Non dobbiamo far scorrere via i brutti pensieri e conservare i buoni, ma osservare entrambi con la calma interiore di un critico.. è perciò più di un ironizzare sugli sbagli e colmarsi della beatitudine dei momenti positivi. Ciò provocherebbe uno scompenso dalla parte dell'attività luciferica, in quanto così facendo si bloccano tutti gli impulsi ahrimanici.
Osservando se stessi "al di là" di gioia e dolore sperimentandosi oltre la "sensazione di sè" si trova il nostro IO. Rivivendo i momenti belli ed escludendo quelli brutti come osservatori, anche pur imparziali, si rimarrà vincolati alla natura egoica.

[ ... ]

Un esercizio semplice ed attuabile a tutti i livelli dello sviluppo interiore consiste nell'osservare la porpria vita come se appartenesse ad un altro. Gioie e dolori non devono esser sentiti come nostri, bensì osservati con la calma interiore propria di una visione generale.Quando siamo sotto un onda marina ci sembra sempre più grande, poi saliti su un altura vediamo che era meno poderosa. Allo stesso modo le nostre sensazioni sono ingigantite dalla nostra personalità. I dolori vanno "osservati" e così pure le gioie.
La nostra vita va solo così CONSIDERATA senza il minimo assenso o disprezzo della nostra anima.
Ciò induce una lievissima sensazione di sicurezza interiore che non è facile udire.Ma praticata con assiduità può dare ottimi risultati per il conseguimento di una calma che non ha superato felicità e tristezza ma le ha strumentalizzate, le ha vinte come sensazioni.
Come vedete, escludendo ogni forma di giudizio, di presa di posizione, di "estremismo concettuale" ed osservare semplicemente.. Può portare a grandi cose. Eliminiamo quindi le nostre incomprensioni.. Abbiamo poco tempo ormai, non possiamo permetterci di attaccarci l'un l'altro. Abbiamo ripugnato tutti quanti il dogma della fede nella chiesa di Roma (almeno molti di noi..) per abbracciarne un altro. Il nostro. O quello di qualche bloggers. Siamo sinceri con noi stessi. Osserviamo, togliamo l'ego da davanti i nostri occhi e osserviamo.

martedì 19 agosto 2008

Buona Vita - Aquila Senza Nido



Quant’è facile affogare nel mare della vita, a stento riusciamo a rimanere a galla, a stento annaspiamo faticosamente con quella forza del procedere, del sopravvivere ad ogni costo… E mentre tutto scorre sempre più veloce, le redini della nostra vita ci sfuggono di mano e c’è un frangente in cui fermarsi a riflettere per un momento può innescare quella differenza che c’è tra un essere vivente umano e l’essere umano chiamato Uomo. Inizia un nuovo viaggio alla riscoperta di noi stessi e delle nostre potenzialità.

Se sorvegliamo i nostri pensieri, i nostri pensieri sorveglieranno noi.

Credere in se stessi è necessario. La fiducia permette di conseguire ciò che la mente può concepire. Eleva con perseveranza il tuo pensiero con la determinazione dello scopo. Il motore della determinazione è l’entusiasmo. Conquista te stesso nella conoscenza di te stesso. La stima degli altri non è un criterio ma l’autostima è un pilastro. Voglia di vivere pretende la sua affermazione! Scegli onestamente la tua strada attraverso il canale del tuo destino e prosegui nella scoperta di stesso attraverso l’intero universo. La Buona Vita è una direzione, è un naturale processo di trasformazione, è la flessibilità di muoversi in ogni direzione con la massima libertà di pensiero. Senza preconcetti, regole e verità precostituite. Muta con il i mutamento del ritmo della quiete nell’immutabilità dell’universo.

Vigilia sui tuoi pensieri perché diventeranno le tue parole.
Vigila sulle tue parole perché diventeranno le tue azioni.
Vigila sulle tue azioni perché diventeranno le tue abitudini.
Vigila sulle tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere.
Vigila sul tuo carattere perché influenzerà il tuo destino!

Buona Vita. Aquila Senza Nido.

domenica 17 agosto 2008

Illuminazione e amore



Tratto dalle profezie di Celestino.

"Nulla avviene per caso"
è il principio di ogni illuminazione. Chi ha orecchie per udire saprà cogliere. Ciascuno per parte sua nel medesimo flusso dell'esistenza evolutiva.


AquilaSenzaNido

martedì 29 luglio 2008

Wake up Neo



Proprio così, Svegliati Neo! Ma come? E chi è Neo?

Noi non abbiamo pillole rosse.. Di cosa abbiamo bisogno dunque? Di niente! Noi siamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo solo ritrovarlo.. In Noi.

Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli Dei.

- Oracolo di Delfi

In che modo? Certo non è semplice.. Chissà come abbiamo perduto memoria di ciò, abbiamo perduto memoria di Noi.. Ma quell' informazione non è irraggiungibile, è sepolta, nascosta nei meandri della nostra coscienza. Ma cè! Come ritrovarla quindi.. Le maniere sono tante: meditazione, assunzione di bevande o piante di origine sciamanica, la preghiera.. Oppure, ricordarci chi Siamo.

Il significato nascosto della vita sulla Terra è la creazione di un’anima attraverso l’instancabile “processo del ricordo di se”. Il ricordo di se, è il solo fenomeno che domina il tempo e la morte.

- Robert E. Burton


Ricordarsi di sé significa essere presenti, rimanere nel qui-e-ora, evitando di vagare con la mente da un pensiero all’altro, da un’immagine all’altra. L’attenzione è rivolta a noi stessi e all’azione che stiamo compiendo.

- Salvatore Brizzi

Andrea Doria, ha di recente messo a disposizione nel suo sito alcuni esercizi [1] [2] per stimolare alcune parti del nostro cervello che fin'ora pochi (o nessuno) di noi hanno attivate. Esercizi per creare nuove connessioni neuronali per sfruttare quella macchina che ultimamente sta morendo davanti a reality show e partite di calcio. Cominciamo quindi ad apprendere come sfruttare al massimo il nostro potenziale, come sfruttarlo per ottenere quello che cerchiamo, per fare in modo che la nostra Anima sopita si svegli e si riconosca in N0i.

Proprio così, Noi.. Perchè potenzialmente ognuno di noi è Neo (One, l'eletto). Nella saga di matrix lo si capisce dal primo film, all'inizio, la scena del salto:

Cypher: "La prima volta cadono tutti.."

Neo non è diverso dagli altri, ha solo aumentato il suo livello di consapevolezza

Morpheus: "Non pensare di esserlo, convinciti di esserlo!"

".. Tuttavia quando ciò è accaduto 2000 anni fa e Dio ha mostrato il suo vero "volto" attraverso la faccia di un "ESSERE" che diceva: "IO e il Padre siamo UNO" ('e anche voi lo siete'), esattamente come fa il seme quando rivela l' albero che sarà (e potenzialmente gia è), nel suo progetto a tutti i suoi frutti"

- Vittorio Marchi, La scienza dell' UNO

Noi non abbiamo bisogno di pillole, abbiamo un cuore e una mente.. Non ci serve altro. Trovando l'armonia tra essi scopriremo molto di più su di noi e ci stupiremo di cosa siamo e di cosa siamo capaci.

"Coloro che cercano cerchino, finché troveranno. Quando troveranno, resteranno turbati. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."

- Tommaso 2,1




Grazie a Menphis75 per lo splendido contributo video.



Vincere nel sottile

Ogni persona vive un livello di coscienza in base al bagaglio delle esperienza vissute. Il grado della coscienza dipenderà anche dalla qualità delle esperienze, per esempio: vere, immaginarie, false.

La somma delle esperienze vissute genera una realtà, insieme di pensieri che realizzano una precisa realtà fisica in cui una coscienza unificata può determinare lo scopo di un’intera esistenza.

Lo scopo della vita è alterabile e in ogni istante può essere modificato da fattori esterni. Influenze subite nel sottile da parte di un soggetto che ancora non ha trovato il proprio centro di consapevolezza, cioè quel punto stabile e non variabile che realizza la personalità e lo scopo della propria esistenza.

Come cambiare la propria realtà? Come cambiare se stessi? Gran parte delle cose che vengono svolte sono basate sull’impulso di un pensiero, pensiero che genera azione e azione è sinonimo di alterazione della realtà. Il pensiero interagisce non solo sulla materia, ma anche sul pensiero collettivo della materia, che è anche sottile. Pensieri, emozioni, materia, influenze… tutte hanno una intelligenza autonoma.

Ogni intelligenza vive su un piano di coscienza differente, realtà o meglio dire dimensione. Queste differenti dimensioni sono a disposizione di tutti, per comprendere quel meccanismo che modifica la realtà. Entrare nell’ottica di una multi-dimensione vera e propria, mettendo da parte per un’attimo il proprio concetto di fede, permette una riprogrammazione della propria coscienza.

Ovviamente pensieri negativi consumano l’uomo, la realtà che ci circonda e così anche la terra. Accedere alla riprogrammazione della realtà è possibile, grazie all’illusione stessa che ci fa comprendere che non esiste una sola dimensione fatta di pensieri ed azioni, ma anche fatta di tempi, tempo che vive all’interno dell’uomo, della terra e della realtà circostante.
Connettersi al tempo…alla sorgente dell’Essere, entrare dentro se stessi e fermare le influenze esterne per riprogrammare la propria energia e la propria realtà per poter vivere non solo pienamente consapevoli lo scopo della propria esistenza, ma anche per avere una qualità di tempo migliore nella realtà fisica, terrena e collettiva.

Il flusso dell’Uno:

Concepire il concetto d’unità, nel senso che un individuo nell’applicazione al lavoro energetico realizza nell’immediato una connessione su più livelli di coscienza. Unità che si manifesta interagendo tra chi agisce spiritualmente e chi passivamente attende inconsciamente quel impulso di crescita che riconduce all’Uno stesso. La luce, “batteria dell’essere” necessita di costante ricarica e se adeguatamente utilizzata permette l’evoluzione sui piani di coscienza, realtà fisiche e sottili, ma non solo anche realtà parallele “sconosciute”.

Connettersi alla propria batteria significa aver trasceso, abbandonato e trasformato radicalmente la visione della realtà fisica duale, ed aver assimilato tramite l’Uno il fatto di esserci…esserci e essere, sia nel fisico e sia nello spirito.
Il servizio nella attuale realtà avverrà quindi naturalmente, perché disinteressato dalla dualità, ma principalmente perché l’uomo è ricondotto all’ Io, all’Uno, alla propria batteria che richiama il veicolo fisico a quel particolare termine che si traduce in ESSERCI, esserci dunque per emanare il flusso dell’Uno.

Dharmalibero

sabato 26 luglio 2008

La porta sull'infinito - Tra Anima, Spirito e Fisica Quantistica



Se lo scorrimento da problemi, il link alla playlist è questo

lunedì 21 luglio 2008

Benvenuti al Fight Club



Come già avvenuto in precedenza per Rocky, mi accorgo che rivedere o rivivere film o emozioni non è la stessa cosa di qualche anno fà. Leggendo stamattina l'articolo dell'ottimo naa'ray una valanga di flash ha invaso la mia mente, cosicchè ho preso immediatamente il DVD del film nel titolo e l'ho riguardato sotto una luce diversa. Con consapevolezza diversa.

L'intera opera infatti non è nient' altro che una metafora per raccontare la lotta tra l'essere umano contro il proprio ego.

Guardandolo mi è apparso chiaramente come il protagonista abbia percorso passo dopo passo quel sentiero che tutti noi, volenti o nolenti abbiamo imboccato tempo fa e che tutt'ora percorriamo, a volte in salita a volte in discesa ma da dove alla fine (almeno nel film) il nostro nuovo IO verrà fuori, l' ego eliminato e lo stargate verrà aperto.

Più volte mi sono chiesto perchè deve essere così maledettamente difficile varcare quella soglia, perchè questa strada è così irta di ostacoli, perchè questa malinconia e sofferenza che ci soffoca dentro? Perchè tutti noi ne portiamo gli stessi sintomi e proviamo le stesse cose? Mi rendo conto solo ora, dopo aver visto il film, che quel malessere interiore che proviamo, quella guerra interminabile tra la nostra mente (ego) e il nostro cuore che ci lascia così sfiancati, demoralizzati.. Non è altro che un insenatura indispensabile da percorrere per poter poi vedere cosa cè al di là del velo che leggero compre i nostri occhi. Ed è spiegato (e celato :o) ) in maniera eccellente nel film, come vedremo più avanti.

Ma cominciamo dal principio.

Il protagonista è il classico uomo medio dell'era moderna, tutto lavoro e niente svago che reprime i propri istinti basilari a causa della società consumistica del XX° secolo.


Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania.


Ma la sua Anima comincia a ribellarsi, a manifestarsi nella sua vita, a lanciare segnali all'individuo che la opprime e non la lascia libera di ESSERE. E lui infatti non dorme più, soffre di insonnia.. Questo è il primo segnale:

"Quando soffri di insonnia non sei mai realmente addormentato e non sei mai realmente sveglio"

Il percorso è iniziato, Egli non è più addormentato, ma allo stesso tempo non è ancora Sveglio. Ma a questo punto, se non si entra in contatto con noi stessi, col nostro Sè, Spirito, Anima, chiamatelo come volete, si rischia di rimanere in quel limbo, in quell' insonnia. Condizione in cui versa la maggior parte della popolazione umana:

Con l'insonnia nulla è reale. Tutto è lontano. Tutto è una copia di una copia di una copia...

Il protagonista comincia quindi a cercare delle soluzioni, prima fra tutte il medico ovviamente che questa volte invece di dargli pillole, lo invita a rilassarsi e frequentare dei gruppi di sostegno per capire cos'è veramente la sofferenza. In questi gruppi si accenna anche alla meditazione e all'apertura dei chakra.

"Ogni sera morivo, ogni sera nascevo di nuovo. Resuscitato"

La cosa però non risolve del tutto la situazione. C'è bisogno infatti di incontrare veramente se stessi e nel film è proprio ciò che avviene.

Come per tutti, l'incontro col nostro Sè non avviene per caso anche se le circostanze portano a farci pensare il contrario. Può essere un libro letto "per caso", un discorso "a caso" fatto con un amico o conoscente. Un articolo letto "per caso". Nel film l' incontro del protagonista col proprio Sè avviene simbolicamente "per caso" su un aereo.


Scorrendo la pellicola, subito dopo l'incontro con Tyler, il protagonista (il nome non viene mai citato..) scopre che il suo appartamento è esploso

(ma in realtà più avanti si scoprirà che è stato lui stesso, incosciamente a farlo esplodere quando era nei panni di tyler)

"Diglielo, il liberatore che ha distrutto la mia proprietà, ha riallineato le mie percezioni"

distruggendo tutto quello che possedeva, che poi in fondo erano solo oggetti. L'attacco al consumismo è molto forte in questo film.

Cosa che Tyler non manca di far notare al protagonista:


Una volta liberatosi di ogni bene materiale, tyler comincia ad addestrarlo al combattimento, l'analogia sta tutta qui e si ritrova in ogni citazione del film che per il più delle volte passano inosservate e inascoltate:

"Dopo la lotta ogni altra cosa nella vita si abbassava di volume. Potevi affrontare tutto!"

"Quanto sai di Te Stesso se non ti sei mai battuto?"



Una volta cominciata la lotta contro il proprio ego, si entra in uno stato diverso di consapevolezza, in questo stadio perdiamo il "contatto" con la gente vicino a noi, questa gente ci vede cambiati, distanti, ci guardano in maniera diversa, in poche parole non ci riconoscono più ed è inevitabile venire allontanati.


Ma allo stesso tempo, per legge di attrazione attiriamo a noi persone che vibrano alla nostra stessa maniera, il simile attrae il simile, la coscienza collettiva si espande.

"Ma ogni sabato sera scoprivamo qualcosa, scoprivamo sempre di più che non eravamo soli... Era davanti gli occhi di tutti, Tyler ed io l'avevamo solo reso visibile, era sulla punta della lingua di tutti, Tyler ed io gli avevamo solo dato un nome."

Nasce il Fight Club.


Ma il travaglio interiore non finisce, anzi, aumenta di portata man mano che ci accorgiamo delle nefandezze di questa realtà e dell'indifferenza delle persone verso il male che il più delle volte esse stesse procurano. Noi non possiamo rimanere indifferenti e la nostra Anima ne risente e soffre, ma è un viatico necessario per compiere questa evoluzione. Per non rimanere automi indifferenti davanti ai tg.

Il sapone, credo rappresenti simbolicamente il nostro cammino interiore, fatto di [in]sofferenza, verso e per noi stessi, verso e per gli altri. La nostra guerra interiore, la nostra difficoltà nella "vita reale".

Il primo passo fatto dal protagonista del film, Edward Norton, che rappresenta nella pellicola il vecchio IO, è quello di sottoporsi (costretto dal suo Sè superiore, Brad Pitt) al dolore 'fisico', un' ustione da sostanze chimiche. Guardate il video:



A questo punto il primo decisivo passo è stato fatto, la consapevolezza del protagonista cresce e con la sua quella di tutti i membri del fight club:


Cominciano a nascere fight club nelle città vicine (la coscienza si espande) e da qui prende vita il project mayhem, una specie di associazione volta a distruggere le fondamenta sulle quali è basato il sistema (nwo?). Nel project mayhem, l'individualità viene eliminata, nessuno ha più un nome, ne una personalità, tutti vestiti allo stesso modo. Tutti quanti diventano UNO.

Scoperta la propria doppia personalità il protagonista fa di tutto per sventare i piani del project mayhem. Arrivato a scontrarsi col proprio alter-ego lo elimina facendo così nascere il nuovo Io, finalmente coscente e consapevole, Illuminato.

Noi abbiamo creato il nostro Fight Club.



Desidero ringraziare naa'ray per l'ispirazione che continua a donarmi.

Articoli correlati:
La macchina cosmica, l'Io, le torri gemelle e i 7 "Chakra Capitali"
L'Illuminazione cosmica


domenica 20 luglio 2008

Il Senso della Vita - Ego ed Emozioni


"Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!"

Da appassionato cinefilo, ho sempre considerato la serie di "Rocky" molto più che semplice intrattenimento. In ogni film si trovano frasi, parole, situazioni che aiutano a capire meglio noi stessi ed il modo di affrontare la vita. A molte di queste ho addirittura estratto l'audio e le ascolto constantemente come sprono per andare avanti nei momenti difficili di questa esistenza.

Il "Fato" ha voluto che cercando su youtube alcuni spezzoni dell'amato Stallone Italiano mi sono imbattuto in una scena che avevo sempre visto e considerato splendida, ma di cui non e avevo ancora capito il significato profondo. La lotta costante tra la nostra Anima e il nosto Ego. Argomenti quindi ancora più profondi di quelli che trovavo prima che la lampadina s'accendesse.



Come vedete basta avere pazienza e fiducia in se stessi, ogni tassello del puzzle troverà da solo la propria posizione.

Un abbraccio sincero. Donnie.

venerdì 20 giugno 2008

Automi Ribelli



The Second Renaissance

E' impossibile per me non cominciare questo messaggio ringraziando le migliaia e migliaia di email che a profusione si sono riversate nella mia casella di posta, in questo mio periodo di "seconda rinascita". Anche se ancora con qualche piccolo problemino, cercherò di riprendere pian piano, e con tutto il dovuto rispetto per il mio se questa volta, l'attività di ricerca che poco più di un'anno fa ho sentito così forte di voler intraprendere. Ma questa volta prometto solennemente a me stesso e a tutte le persone che così tanto affetto e amore mi hanno dimostrato in questi mesi, di investigare non più il marcio, la predazione e gli ostacoli che si celano dietro i mondi sottili dell'intelletto annebbiato, vaporizzato nell'etere da vecchi e obsoleti paradigmi nei quali l'uomo attuale ama tanto inebriarsi. Bensì vorrei andare oltre a tutto questo, procedere e non continuare a calpestare lo stesso terreno all'infinito, senza accorgermi di sprofondare sempre di più nel solco lasciato dai miei passi. Se c'è una cosa che ho appreso da questo periodo di "disarmonia energetica", e da questo non si può assolutamente trascendere, è che qualsiasi trasformazione non può avvenire senza dolore, e come cittadino di questo cosmo auto-cosciente, LO DEVO ACCETTARE e non combattere. Non può esservi alcun cambiamento se prima non abbandoniamo la paura e il terrore verso l''ignoto che per millenni ci ha attanagliato le viscere, e così come io sto pian piano "rinascendo", affidando la mia guarigione completamente all'intelligenza della comunita di 50 trillioni e oltre di cellule presenti nel mio corpo, seppur con qualche momento di comprensibile sconforto, questo mondo rinascerà dalle sue ceneri intellettualoidi per lasciare spazio alla prossima razza.

La prossima "semina", avrà il privilegio di aver già separato "la gramigna" dal "buon raccolto". Coloro che ostentano amore verso il potere e il controllo a tutti i costi, l'immagine a tutti i costi e il consumo a tutti costi a discapito della salute umana, lo fanno solo e unicamente in virtù di ciò che ritengono giusto fare secondo il loro retaggio e punto di vista. Basta ODIO. Essi possono sì schiavizzare le nostre vite per mezzo di un debito pubblico INESISTENTE, infarcito di carta colorata di cui ben presto faremo coriandoli; possono di certo alimentare i nostri desideri sino al punto da non riconoscere quale dei due sia reale: noi o l'immagine riflessa in uno specchio, e possono anche decidere di quale male dobbiamo morire. Ma ciò che non possono assolutamente schiavizzare, controllare, reprimere e in alcun modo assoggettare al loro volere è LA COSCIENZA. Puoi di certo inscatolare un regalo, poiché composto di materia, ma non puoi inscatolare l'immateria. La coscienza è un flusso immateriale che viaggia per tutta la rete che ci interconnette, e chi sarà abbrastanza pronto ed astuto per recepire le nuove informazioni in entrata, potrà finalmente vedere... di nuovo tutto ciò che c'è da vedere. Basta lotte. Basta aver paura... andiamo avanti perché presto, quando finalmente la scienza attuale vedrà sgretolarsi pian piano tutte le sue ridicole e antiquate convinzioni, e nuovi modelli teorici prenderanno il loro posto, ne vedremo delle belle... in tutti i sensi.

a presto,
Andrea

AutomiRibelli



Come non essere d'accordo con le parole del buon Andrea. Un grande in bocca al lupo da tutto lo staff di wakeupneo, che le nostre strade possano correre parallele.

Donnie.

mercoledì 18 giugno 2008

il problema (per LORO) :"regressione psichica"



se non sapete di cosa parliamo, o ne avete sentito parlare in modo confuso e fuorviante, ecco qui alcune delucidazioni.

l’ipnosi regressiva è un gran bel problema per chi abbraccia le religioni monoteiste-rivelate, vedi catto-cristianesimo del vaticano ( grande centro di potere mondiale) in cui il corpus del credo è da abbracciare tout-court pena la scomunica a ateo infedele…e naturalemente questi dogmi da accettare senza fiatare aborriscono ogni concetto di karma, di energie cosmiche, di amore come motore della vita nell’universo, della dialettica male/bene come centro di movimento indispensabile per la vita…ma vediamo con calma…

avrete (qualche tempo fa) senza dubbio sentito la notizia che in un reparto oncologico astigiano il “don” del reparto ha tiranneggiato: niente reiki, non si addice alla cultura cristiana. questi orientalismi non vanno bene. con buona pace dei malati che ne traggono beneficio. per l’ipnosi regressiva vale la stessa motivazione. non va bene perchè mette in discussione i capisaldi del credo vaticano: la paura e l’inferno. ecco mirabili stralci di un articolo in merito:

“…Chiaramente questa visione del mondo ( quella gnostica, nota mia) e del problema del male non si sposa affatto con il cristianesimo, a meno di operazioni che risentano di forti ed inevitabili riduzionismi, come è dato evincere da affermazioni di tal fatta: «( affermazione tratta dal blog del dott. bona) Ogni religione è espressione della tensione dell’uomo verso il divino e quindi ogni fede ha diritto di rappresentare l’Uno con i limiti della consapevolezza dei popoli della Terra. Non sono contrario né favorevole ad una dottrina e ad un credo e spero esistano i tanti paradisi descritti nei testi sacri. Una richiesta però l’avrei: vorrei eliminare dalle religioni tutti gli inferni»
L’augurio finale è forse sintomo certo di un malessere apicale (malessere apicale? che vuol dire?boh) ; lo stesso per il quale molto spesso il credente si muove ad apostatare la fede: l’impossibilità dell’inferno e pertanto l’inconsistenza del peccato.
Verità troppo scomoda, troppo impegnativa, troppo radicalmente compromettente; no!
L’inferno non può esistere perché Dio è Amore.
Incredibile a dirsi!
Il pensiero gnostico-cabalistico capace di conciliare l’inconciliabile, di frapporre la luce e le tenebre, il bene ed il male, di fondere tutto in un unico «calderone dell’esistente», non accetta la conciliazione più estrema: quella della giustizia infinita con la misericordia infinita, in Dio, ove questo è perfettamente possibile, trattandosi di due perfezioni infinite e quindi affatto contraddittorie

…Pensare ad un Dio creatore che si avvalga della reincarnazione, per portare a perfezione le anime nel corso di più esistenze - come sostiene, per esempio la dottrina antroposofica - suppone fondamentalmente un’impotenza della redenzione di Cristo, essendo comunque presente nella vita di ognuno il poter scegliere tra bene e male, come detto, e quindi la necessità della grazia (che in questa prospettiva sarebbe presente, ma non sarebbe adeguata, dimenticando che «dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia» e che Dio mai permette che siamo tentati oltre le nostre forze, come insegna San Paolo) per operare efficacemente tale scelta.

…Invece possiamo affermare senza dubbio che «è tipico però del New Age tentare anche un approccio scientifico al discorso dei ricordi di vite passate, tuttavia le affermazioni legate al presunto valore scientifico e alla possibilità di dimostrare empiricamente il valore della legge karmica, non sono convalidate dai più rigorosi ambienti scientifici. Se infatti i sostenitori della reincarnazione fanno riferimento come tesi fondamentale all’esperienza delle ‘regressioni ipnotiche’ in cui alcuni pazienti sarebbero messi in condizione di avere ricordi di passate esistenze, validi esperti - psichiatri e psicologi - qualificano tali esperienze come non significative e comunque attribuiscono loro altre spiegazioni diverse dall’ipotesi reincarnazionista».
«La reincarnazione è veritiera e verificabile, ci dicono, perché numerosi sono ormai i casi di persone che sotto ipnosi hanno ricordato frammenti di una vita vissuta precedentemente. In realtà si parla di ‘dejà v.’ ».

quante sciocchezze dette in modo fintamente erudito, aulicamente prosopopeate con spiegazioni sciocche. come sciocche sono le deduzioni dogmico/cattoliche e come sciocche sono le parole e le motivazioni con cui si tenta di annichilire la cultura gnostico/esistenziale e l’i.regressiva che ne è una conseguenza riscontrabile. e sottolineo riscontrabile.

che ognuno tragga le sue conclusioni, e certo non uscirà dalla mia bocca la frase: chi crede nello gnosticismo è saggio…chi nei dogmi cattolici è sciocco.

ma risulta evidente l’assolutismo fanatico con cui i cattolici (o i loro esponenti teocon-ad esempio il pope) difendono ciò che mette in dubbio le loro fondamenta vacillanti.

mi scuserà l’autore, ma la sua visione del male è assai riduttiva, e le disquisizioni con cui si accomuna il new age allo gnosticismo è assai ridicola. posso ricordare come religioni più antiche di quella vaticana (dal taoismo, all’animismo, fino all’induismo) abbiano nel loro corpus il concetto di karma, di come tale concetto sia stato cancellato dai dogmi cattolici con il concilio di nicea ( è un fatto storico), di come esistano molti vangeli di stampo gnostico; ma sì, certamente, la chiesa non li accetta, ma questo non significa nulla (il dogma dell’infallibiltà della chiesa è ormai roba da paperopoli). comico poi dire che non c’è scientificità nella ipnosi regressiva. certamente vero, ma questo non significa nulla. e per caso nei dogmi cattolici cosa c’è di scientifico? altrettanto comiche le altre plausibili spiegazioni dei ricordi karmici ottenuti in ipnosi(leggete tuuto l’articolo linkato) : o sono dejavù saltati fuori non si sa dove, o sono ricordi falsi. ma anche a supporto di queste affermazioni aspettiamo studi scientifici, altrimenti non esitiamo a bollare queste affermazioni come parole al vento…

ma il top della comicità lo lasciamo alla chiusura farneticante dell’articolo:
“…Nessuna reincarnazione, quindi. Piuttosto, a volte, possono esservi casi di possessione diabolica che si manifestano proprio a seguito di particolari sedute ipnotiche; senza voler demonizzare tutto, chi scrive ritiene quanto meno imprudente abbassare completamente il livello razionale, sottoponendosi totalmente e senza difese all’eventuale e notevole influenza del terapeuta e delle sue ideologie (anche perverse); nel caso migliore, sorgerebbero altri disturbi peggiori del male del quale si prefigga la cura”.

quindi se credete nella reincarnazione avete abbassato la ragione. ragione che invece è salda se credete/accettate i dogmi astrusi vaticani ( ho le coliche addominali dalle risate). il terapeuta è un pifferaio perverso che vi inculca mali gravi e incurabili, e male che vi vada vi apre le porte a future possessioni diaboliche: ecco, questo sì è un ragionamento razionale…

ora, se chi scrive queste cose ci crede, provo una gran pena e tristezza, se invece il suo unico scopo è riavvicinare gli gnostico/new-age al credo vaticano con deliri paurosi e orrifici, forse non ha capito che non attacca. se qualcuno dei cattolici si stacca dalla religione dogmatica del vaticano è perchè in essa non trova spiegazioni, ma solo moniti di asservimento, prove di fede astruse, e ad ogni domanda risponde: se hai fede crederai, se crederai a qualcos’altro sei nel male, così è e basta. la sofferenza come via per la salvezza è una formula vuota e sterile. e minacciare chi ha abiurato con invettive paurose e terrifiche ( addirittura possessioni diaboliche) è segno della enorme decadenza in atto.

rimango sempre della mia idea: come disse terzani, il cattolicesimo è una religione di conquista, nata dal culto del mito patriarcale in cui esiste questo totem chiamato dio, che è un’entita paurosa, da temere, a cui abbandonarsi, a cui credere a prescindere. il totem appunto del mito patriarcale. dio, se permettete, oppure se volete il demiurgo di platone, oppure se volete il padre a cui francesco d’assisi si rivolgeva sono ben altra e più grande cosa.