domenica 30 agosto 2009

Tarocchi al Museo, è falsa la pietra lunare che gli Usa regalarono nel 1969 all’Olanda. E’ un legno fossile da 50 euro

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Non ci si sorprende di ritrovare nei grandi musei pezzi sorprendenti, come al Museo Nazionale di Amsterdam il Rijksmuseum, l’istituzione che detiene la maggiore collezione al mondo di opere di Rembrandt e ben 19 quadri di Vermeer, i più belli della quarantina che sono arrivati sino ad oggi. Oltre a essere lo scrigno dell’età d’oro della pittura olandese, il museo di Amsterdam fino a qualche settimana fa conservava un altro prezioso oggetto: una sorta di reliquia del XX secolo rappresentata da una roccia lunare raccolta dagli astronauti dell’Apollo 11 nel loro primo viaggio sul satellite terrestre, dono da parte degli Stati Uniti all’ex primo ministro socialdemocratico, Willem Drees nel 1969. Perché ne parliamo al passato? Perché la roccia lunare è un falso, lo hanno stabilito i geologi, altro non sarebbe che un pezzo di legno fossilizzato del valore di 50 euro scarsi. Un tarocco, insomma, ma assicurato per 50mila euro. La notizia è ufficiale, diffusa al mondo attraverso la newsletter del museo ma c’è di più, resterà in mostra, poiché come ha dichiarato la portavoce del Rijksmuseum, Xandra van Gelder “E’ una memoria con una storia abbastanza divertente e porta con sé molte domande senza risposta”.

La pietra di luna era inclusa nella collezione personale di Willem Drees, e fu ceduta al museo dalla sua famiglia, nessuno aveva mai messo in dubbio il suo valore simbolico. Ad offrirla al primo ministro fu William Middendorf, allora ambasciatore degli Stati Uniti in Olanda, che la donò in occasione del primo tour mondiale dei tre astronauti dell’Apollo 11 dopo l’allunaggio. Come è possibile dunque che un ambasciatore creda che un legno fossilizzato sia un pezzo di luna? E soprattutto, quanti altri pezzi di luna sono conservati nei musei del mondo? E’ possibile che siano tutti veri? La cosa richiama inevitabilmente alla mente il “commercio” di reliquie d’età medievale, quando in Europa si diffusero in migliaia chiodi della Croce di Cristo e schegge di legno, veli di Maria, ossa di santi e quant’altro.

Fonte:daringtodo

venerdì 28 agosto 2009

Spazio: Wasp-18b, il pianeta che non dovrebbe esistere

Fig+1

Wasp-18b è un pianeta distante 325 anni luce dalla Terra e grande dieci volte più di Giove ma, orbitando ad appena tre milioni di chilometri dalla sua stella, ne verrà inghiottito nell’arco di “appena” un milione di anni.
Il suo scopritore, Coel Hellier, scrive che Wasp-18b sta ballando “un tango della morte” con la sua matrigna. Secondo Nature la sua orbita dura meno di ventiquattro ore e l’estrema vicinanza al suo sole lo sta già facendo parzialmente evaporare: è stato calcolato che la sua superficie raggiunge i 2.100 gradi.

Wasp-18b è un pianeta molto particolare perchè le dimensioni e l’orbita del pianeta, secondo Nature, sarebbero contrarie alle leggi che normalmente regolano i moti dei corpi celesti. In teoria quindi, Wasp-18b non dovrebbe nemmeno esistere…

Fonte:blitz

lunedì 17 agosto 2009

mercoledì 12 agosto 2009

IL CERVELLO SA 'VEDERE' IL MONDO ANCHE SENZA OCCHI


ROMA - Riuscire a conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano: il cervello umano sa farlo grazie ad una cabina di regia molto speciale, capace di ricavare informazioni utili da tutti i sensi. Tanto che cellule nervose finora considerate il motore dell'imitazione visiva, i cosiddetti neuroni specchio, funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita. Lo ha scoperto la ricerca italiana pubblicata sul Journal of Neuroscience e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del dipartimento di Medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa.

Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica diretta da Mario Guazzelli e con il Centro di Risonanza magnetica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa. "Ci siamo chiesti se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall'esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori", spiega Emiliano Ricciardi, primo autore della ricerca. Per trovare la risposta i ricercatori hanno utilizzato la Risonanza magnetica funzionale per osservare come risponde agli stimoli il cervello di un gruppo di volontari con cecità congenita e un gruppo di vedenti. I due gruppi dovevano riconoscere azioni presentate attraverso immagini e suoni. Si è visto così che nei primi i neuroni specchio si attivano al suono di un'azione compiuta, come quelli prodotti bussando alla porta o piantando un chiodo. E che l'attivazione era simile a quella osservata nei volontari che vedevano compiere un'azione e sentivano i relativi rumori. "I risultati dimostrano che il cervello è organizzato in modo più articolato di quanto si credesse e che utilizza tutte le informazioni, a prescindere dalla singola attività sensoriale", rileva Pietrini. Il cervello è insomma una macchina complessa "programmata per svilupparsi anche quando manca l'esperienza visiva". Di conseguenza "in termini di educazione il cervello dei non vedenti non ha differenze grazie a questa capacità di riorganizzazione plastica. La vista resta importantissima, ma adesso sappiamo che la capacità di rappresentare il mondo esterno non dipende strettamente da questa".

Fonte:ANSA.it

domenica 9 agosto 2009

Morte e rinascita...



Asuncion, 8 ago. (Adnkronos) - I medici lo avevano dichiarato morto subito dopo il parto, e ne avevano spedito a casa il corpicino in una scatola per i medicinali. Ma quando il padre ha aperto la cassettina, per dare l'ultimo saluto alla sua creatura, ha trovato il piccolo che ancora respirava. L'incredibile vicenda è avvenuta in Paraguay, nella capitale Asuncion, e ancora nessuno riesce a trovare una spiegazione.

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