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domenica 10 gennaio 2010

Il 9, tra cinematografia e sciamanesimo



«Perché desideriamo che qualcuno ci guidi quando possiamo fare da soli?»

«Gli sciamani dell’antico Messico scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita, un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita.»

Don Juan Matus

Post di riferimento: Los voladores: oscure presenze parassite, L'8 e il 9, e il 2009 che se ne va

Retrotrama: la trama nascosta di un opera cinematografica o letteraria, la storia visibile solo ai pochi. Spesso la retrotrama parla di mitologia, ma la retrotrama sovente nasconde messaggi diretti allo spettatore inconsapevole

Sincromisticismo
: l'arte di creare involontariamente messaggi a carattere profetico o esoterico



Avatar (2009)
"Jake Sully è un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora (distante 44 anni luce dalla Terra) in sostituzione del fratello morto. Costui era uno scienziato la cui missione era quella di esplorare il pianeta mediante un avatar. Essendo l'atmosfera del pianeta tossica per gli umani sono stati creati degli esseri simili in tutto e per tutto ai nativi che possono essere ‘guidati' dall'umano che si trova al sicuro dentro la base. Pandora però non è solo un luogo da studiare."



Gamer (2009)
"Who's playing you?"
"In un futuro non troppo lontano, Kabel (Gerald Butler) è un carcerato condannato a morte che suo malgrado è divenuto un’icona della cultura pop. Tutte le settimane infatti milioni di telespettatori accendono il televisiore per vedere lui ed altre centinaia di detenuti combattere fra di loro come pedine in un gioco online chiamato Slayers, ed inventato dal genio della tecnologia Ken Castle (Micheal C. Hall). Dalle loro case, ricchi e giovani videogamers controllano Kabel e gli altri personaggi coinvolti nel gioco proprio come fossero personaggi sintetici di un “normale” videogioco. Ma Kabel non è solo l’idolo di questi giocatori e degli spettatori dello Slayer: è anche divenuto l’icona del movimento di resistenza che si oppone alla crudeltà del gioco, che riduce esseri umani ad icone sacrificabili. Kabel dovrà cercare di utilizzare le sue straordinarie capacità di combattimento per sottrarsi agli uni e agli altri, ad evadere dal gioco, raggiungere Castle e smantellare per sempre lo il gicoo da lui creato."

Surrogates - Il mondo dei replicanti (2009)
"Ispirato alla graphic novel "The Surrogates" e ambientato nel 2054, in un futuro dove gli uomini interagiscono solo tramite i loro cloni-robot, il film vede come protagonista un agente dell'FBI, che indaga sulla morte di un giovane, che sembra essere collegata proprio all'ideatore della tecnologia che permette la possibilità di clonare la propria persona..."

Il 13° piano (1999)
"Douglas Hall e Hannon Fuller sono proprietari di una società a Los Angeles, posta nel tredicesimo piano di un grattacielo. Il loro scopo? Cercare di portare all'estremo la tecnologia virtuale e provare a tornare indietro nel tempo fino alla Los Angeles del 1937. Le cose si complicano quando Fuller viene assassinato e le imputazioni cadono sul socio; ma in realtà chi e soprattutto quando è morto Fuller? Nei continui cambi di realtà dei protagonisti si inserisce un nuovo personaggio, Jane, estremamente affascinante e ambigua che contribuisce ancor di più a complicare la situazione.
Il film, girato da Rusnak, noto in Germania per i suoi lavori in televisione, presenta una trama molto fitta e complicata, portando alla conclusione che anche la realtà in cui si vive altro non è che uno dei tanti mondi paralleli e che quindi la realtà non è "reale".


The Matrix (1999)
"Anno 1999: una telefonata diretta a un hacker informatico chiamato Neo viene rintracciata da un corpo di polizia segreta: a chiamare è stata Trinity, che per sfuggire all'arresto mostra una incredibile violenza e straordinaria agilità: alla fine raggiunge una cabina dove squilla un telefono, ma allo stesso tempo un camion distrugge la cabina, senza però lasciare alcuna traccia della donna.
Neo è in realtà Thomas Anderson un programmatore di computer di una grossa ditta: proprio mentre è al lavoro riceve la telefonata di Morpheus che lo avverte che la polizia segreta stà per arrestarlo: così infatti avviene, ma l'incubo non è finito perchè in lui viene introdotto uno strano essere che permette di controllare ogni suo spostamento.
Risvegliandosi nel suo letto, Neo pensa sia un incubo, ma Morpheus lo avvisa che tutto è appena iniziato: il ragazzo entra quindi in contatto con Trinity che lo libera del mostro dentro di lui e poi lo conduce da Morpheus che gli chiede se vuole scoprire la terribile verità. Neo accetta e cosi apprende che la vita quotidiana è un sogno collettivo, generato da una forma di vita artificiale chiamata Matrix che controlla la terra e i suoi abitanti. Morpheus è uno dei pochi a sapere tutta la verità e l'intervento di Neo è stato richiesto direttamente da un oracolo che ha visto in lui l'Eletto, l'unico in grado di contrastare il mondo di sogno creato dalle macchine. Inizia quindi un lungo periodo di addestramento che lo porta ad affrontare una serie incredibile di rischi, paure e tradimenti."


L'esorcista - Versione integrale (1999)
"In un quartiere tranquillo, in una casa dotata di tutti i moderni comfort, una ragazzina modello cade ammalata. La madre non può aiutarla. I medici non riescono ad elaborare una diagnosi. Temendo che le crisi di cui soffre la figlia non riguardino solo la sfera fisica, ma anche quella spirituale, la donna si rivolge a un sacerdote. L'uomo però dubita della presenza del diavolo in quella casa, in quel corpo e la debolezza delle sue convinzioni non farà altro che rendere più forte il maligno."

domenica 8 novembre 2009

Giuda Iscariota - Vangelo

Ho appena visto un documentario su History ch. e mi è sembrato interessante, ho cercato qualcosa in Rete e la riporto qui.

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Il Vangelo di Giuda


A cura di Rodolphe Kasser, Marvin Meyer e Gregor Wurst
Con un commento di Bart D. Ehrman

"Tu sarai al di sopra di tutti loro. Perché tu sacrificherai l'uomo che mi riveste".
Cristo parla a Giuda

Esistono storie affascinanti, al di là del tempo, delle passioni, dei gusti: storie che piacciono a tutti e che possono (e devono) interessare ogni lettore. La storia del Vangelo di Giuda è una di queste.

Può catturare chiunque per la straordinaria vicenda legata al suo ritrovamento e alla sua traduzione ufficiale, ma deve altrettanto interessare per il suo contenuto, per il messaggio che trasmette, perché la storia del Vangelo di Giuda è la nostra storia e non solamente religiosa, ma culturale e morale, quella che ha condizionato nei secoli i rapporti tra cristiani ed ebrei, tra l'altro. E non è certo poca cosa.

La National Geographic Society ha seguito tutta la vicenda, sovvenzionato le ricerche e ne ha tratto articoli e saggi, scritti dai protagonisti della scoperta e della decodificazione del testo.

Il papiro è stato ritrovato fortuitamente in una caverna in Egitto qualche anno fa (anche se informazioni precise sul ritrovamento non esistono), com'è spesso avvenuto per altri testi straordinari come I rotoli di Qumran, un complesso di manoscritti ebraici su pelle di pecora, datati tra il II sec. a.C. e il I d.C., l'analisi dei quali (173 comprendenti tutti i libri del canone ebraico tranne quello di Ester), ha fornito un grande apporto alla conoscenza del testo biblico ebraico, e ha fatto emergere la storia e i segreti della misteriosa setta ebraica degli Esseni, vissuta sullo sfondo del mar Morto tra la seconda metà del I secolo avanti Cristo e la prima metà del secolo successivo.

Importanti anch'essi per comprendere l'origine del cristianesimo, sono più conosciuti dal grande pubblico, ma non sono certo gli unici. Nel 1945 altri testi gnostici furono ritrovati da contadini egiziani sepolti in un vaso d'argilla vicino alla città di Nag Hammadi. Tra questi oltre 12 versioni del tutto inedite degli insegnamenti di Cristo, tra cui un Vangelo di Tommaso, uno di Filippo e un Vangelo della Verità.


Ma torniamo al nostro Vangelo di Giuda.
Inizialmente conservato da un antiquario del Cairo di nome Hanna unicamente per essere venduto a qualche museo o qualche miliardario collezionista, il Vangelo di Giuda è stato sin troppo maneggiato prima di finire nelle mani degli studiosi. Sono andati persi in questo modo alcuni passaggi importanti del testo, letteralmente sbriciolati nelle mani di incompetenti.
Dall'Egitto all'Europa e poi negli Stati Uniti: per 16 anni il nostro Hanna lo ha conservato nel caveau di una banca dello Stato di New York.
Ma fortunatamente nel 2000 Frieda Nussberger-Tchacos lo ha acquistato per circa 300.000 dollari e, dopo aver tentato inutilmente di rivenderlo, preoccupata per il deterioramento evidente di un reperto che con altrettanta evidenza era di grande importanza, lo ha affidato alla Maecenas Foundation for Ancient Art, che l'ha restaurato e tradotto e probabilmente lo cederà al Museo Copto del Cairo.


L'opera mastodontica di analisi e recupero è finanziata dalla National Geographic Society e dal Waitt Institute for Historical Discovery. A ridare forma al testo parziale e frammentario sono stati gli studiosi Florence Darbre e Gregor Wurst.
Poi Rodolphe Kasser, uno dei più importanti coptologi del mondo, e altri studiosi hanno tradotto le 26 pagine ricostruite all'80% circa.
Le analisi scientifiche fanno risalire il papiro a un'epoca tra il 220 e il 340 d.C. Il testo è in copto e lo stile di certe espressioni fa pensare a una traduzione dal greco, lingua originaria di molti testi cristiani del I e II secolo. Rodolphe Kasser è così certo della sua autenticità che ha già dichiarato di voler dedicare il resto della vita a studiarlo.


Ma qual è la straordinaria importanza del ritrovamento di questo Vangelo, che si credeva definitivamente perduto?
Ricordiamo, come necessaria premessa, che l'ipotesi che esistano altri vangeli che contraddicono più o meno sostanzialmente i quattro testi canonici scelti dai padri della Chiesa per dare vita al Nuovo Testamento è per molti credenti impensabile e inaccettabile. Rispettando il pensiero di tutti è tuttavia interessante ricostruire la storia delle altre versioni, prevalentemente gnostiche (cioè che danno rilevanza alla gnosi, "la conoscenza diretta di Dio tramite la coscienza della scintilla divina interiore") della storia di Gesù Cristo.
In particolare a questo Vangelo fa riferimento già nel 180 d.C. il vescovo Ireneo che nel suo trattato Contro le eresie cita un gruppo che venerava Giuda "il traditore" e che aveva fabbricato quella da lui definita una "storia fittizia" che chiamavano "il vangelo di Giuda", scritta dai sostenitori di Caino.
Nel saggio che vi presentiamo la parte storica sullo gnosticismo è sviluppata da un grande esperto, il professor Marvin Meyer. Senza addentrarci nel merito dell'analisi, ricordiamo che "gli gnostici credevano nell'esistenza di una fonte suprema di ogni bene, che per loro era la mente divina, al di fuori dell'universo fisico. Gli esseri umani posssiedono una scintilla di quel potere divino, da cui peraltro sono separati dal mondo materiale che li circonda, opera di un creatore inferiore e non del Dio supremo".

Alla luce di ciò si inserisce la figura di Giuda, ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere, nata secondo molti studiosi dalla volontà dei cristiani di allontanarsi dalle origini di setta ebraica e, proprio al fine di intraprendere questa strada differente e nettamente slegata dal passato, far ricadere sempre più sul popolo ebraico la colpa della cattura e della conseguente morte di Cristo.
Giuda, il traditore per antonomasia, diventa così l'archetipo della figura dell'ebreo e su di lui si scaglia la rabbia e l'odio di secoli.
Nel nostro Vangelo di Giuda, invece, lui è l'unico fra i discepoli a comprendere il vero messaggio di Gesù Cristo. E quando tradisce il suo maestro, consegnandolo alle autorità, fa solamente ciò che gli è stato chiesto da lui stesso, ben sapendo che il suo destino sarà la maledizione.
In sostanza, dunque, questo testo riflette "la lotta che si svolse tanto tempo fa tra gli gnostici e la Chiesa gerarchica". Sin dalla prima scena Gesù commisera ridendo i suoi discepoli che ancora pregano il "vostro dio", cioè quella divinità che creò il mondo. Più avanti li paragona ai sacerdoti del tempio che "hanno piantato alberi senza frutto, nel nome mio, in un modo che causa vergogna". L'unico che riesce a capire il significato profondo delle sue parole sembra essere Giuda.
E infatti in un passaggio successivo leggiamo: "Tu sacrificherai l'uomo che mi riveste", cioè Giuda viene scelto come l'eletto tra i discepoli per portare a termine un grande compito: fare in modo che Gesù muoia per fargli un favore. Spiega Meyer: "Quello in realtà non è affatto Gesù. Sbarazzandosi della sua carne materiale, fisica, potrà così liberare il vero Cristo, l'essere interiore divino".
Una parte del sito della National Geoghaphic Society, The Giuda's Gospel, è dedicata al Vangelo di Giuda ed è continuamente aggiornata. Contiene documenti, fotografie, storie, approfondimenti.
Naturalmente per conoscere la vicenda nel suo complesso e leggere interamente il testo nella versione italiana, la scelta migliore è acquistare questo saggio.

Traduzione e adattamento: Enrico Lavagno.

mercoledì 6 maggio 2009

Le sostanze droganti


Vi è come un sistema autoprotettivo naturale: può svegliare kundalini soltanto un forza non minore a quella occorrente per il compito di purificazione: una forza che non sia adeguata al compito di purificazione, salvo casi eccezionali, non saprebbe svegliare kundalini.
Julius Evola, L'uomo come potenza.

Il problema dell'uso delle droghe è inerente questa affermazione di Evola. Nell'accedere ai piani superiori attraverso l'assunzione di sostanze psicoattive si scavalca d'un sol colpo tutto quel lavoro di purificazione che, fra l'altro, è indispensabile allo sviluppo nell'individuo di quella « presenza » e di quella forza di volontà preziose nel momento in cui ci si confronta con energie ed entità che superano di gran lunga le normali capacità di gestione dell'uomo medio.
Tutte le acquisizioni supernormali e le esperienze di contatto con il mondo astrale che di norma l’uomo ricerca nelle sostanze psicotrope possono essere raggiunte naturalmente grazie a un lavoro alchemico fondato sul « ricordo di sé », l'apertura del Cuore e la trasmutazione delle emozioni negative.
La funzione della sostanza drogante era fondamentale nell’antichità in quanto atta a fornire al mago neofita una breve esperienza delle meraviglie che lo attendevano una volta portata a termine la trasmutazione di sé in Uomo Nuovo e ricondotta quindi la sua coscienza all'Uno primordiale. La sostanza non rappresentava mai una via spirituale in se stessa, ma veniva utilizzata esclusivamente in un contesto iniziatico allo scopo di provocare uno stato di coscienza modificato utile al futuro sviluppo del mago. Era un "assaggio". Uno sciamano o un mago più anziano, si prendevano la responsabilità di guidare il neofita lungo il suo « viaggio » affinché questo non si risolvesse in una inutile esperienza di fascinazione psichedelica, o potesse risultare dannoso, se non addirittura letale.
Se, dopo aver sperimentato l'indescrivibile gioia del contatto con i mondi spirituali e il "senso dell'Uno", l'individuo, una volta cessata l'esperienza, iniziasse a lavorare assiduamente su di sé tutti i giorni della sua vita al fine di conseguire in maniera permanente quella gioia e quell'amore, allora i nervi e le cellule del suo corpo fisico si trasformerebbero a poco a poco e anche i suoi veicoli sottili si "fisserebbero" consentendogli di reggere in maniera stabile la nuova frequenza vibratoria.

La piramide principale della piana di Giza - che Cheope si era attribuito e che è stata erroneamente identificata con una tomba dagli studiosi - è un perfetto esempio di luogo iniziatico. Il sarcofago di granito collocato nella cosiddetta "camera del Re" serviva da "battello" per il viaggio iniziatico del neofita. L'iniziando assumeva una bevande composta di sostanze psicoattive, veniva poi fatto distendere all'interno del sarcofago, il quale veniva chiuso da un coperchio di pietra. Intorno, i sacerdoti recitavano dei mantra per tutta la durata della cerimonia mentre essenze di vario genere saturavano l'aria. Nel buio più completo e sotto l'effetto delle sostanze droganti il neofita viveva la sua esperienza iniziatica.
Tutta la struttura della piramide è stata concepita affinché energie spirituali provenienti dai mondi superiori potessero essere veicolate nel sarcofago, così come in altri punti strategici della costruzione. La piramide fungeva da ponte tra la Terra e il Cielo, e percorrere un determinato tracciato al suo interno, sostando in alcune stanze secondo una precisa successione, significava vivere in forma "compressa" il cammino iniziatico che si sarebbe dovuto poi realizzare nella vita quotidiana.
Le droghe erano pure utilizzate dagli sciamani/guaritori, i quali conducevano la coscienza del portatore della malattia - fisica o psichica che fosse - nei mondi "di là dal velo" per metterlo in contatto con la parte più profonda di sé, spesso simboleggiata dall'« animale-guida ». Tale contatto permetteva al malato di sciogliere alla radice il suo problema. L'attenzione era pertanto sempre posta sull'origine psicologica e animica del disturbo - che poteva essere individuata ed elaborata attraverso un « viaggio » - e mai sul sintomo esteriore.

Purtroppo oggi le sostanze psicotrope non vengono più considerate come finestre dalle quali è possibile gettare uno sguardo sulla propria vera essenza, ma come semplice svago o facile via di fuga da una realtà sociale che si ritiene insopportabile. Nell'attesa che venga instaurata una società autenticamente iniziatica, esse andrebbero totalmente proibite, in quanto latrici di maggior addormentamento all'interno delle coscienze, anziché risveglio.
Paradossalmente, di questi tempi, proprio le sostanze che potrebbero aiutare il risveglio dell'anima, sono fra le principali cause della prigionia psichica cui il pianeta è sottoposto. Le coscienze dei giovani vengono intontite da un uso sconsiderato e anti-iniziatico dell'alcool e delle droghe, pesanti o leggere che siano. Le potenti energie giovanili vengono in tal modo imbrigliate e rese inoffensive per segreto volere dei governi mondiali che, come chiunque non abbia la coscienza completamente obnubilata può notare, tollerano e segretamente finanziano una diffusione sempre maggiore di droghe, alcool e armi sul pianeta.

Qualificazione irrinunciabile per una qualsivoglia pratica – sia essa inserita in un percorso che contempla le «acque corrosive», così come all'interno del processo alchemico classico – è la capacità dell'aspirante di produrre a volontà l'assoluta p r e s e n z a - o « ricordo di sé » - senza la quale nessuna attività realmente magica è possibile.
Pertanto il Mago deve innanzitutto essere in grado di mantenere una perfetta concentrazione mentale e una inscuotibile tranquillità emotiva in ogni istante della pratica occulta, sia essa concernente l'assunzione di droghe, l'esercizio di respirazione o il lavoro con l'energia sessuale; inoltre deve essere capace di associare il ricordo di sé, cioè la consapevolezza del « qui-e-ora » a tale stato di ferma e rilassata concentrazione. Lui deve dominare lo svolgersi dell'esperienza con tutta la p r e s e n z a di cui è in grado, e mai lasciare che sia essa a dominarlo.
Per tutto il lasso di tempo in cui si accede all'avventura psico-spirituale, il riuscire a essere « presenti a se stessi » segna la differenza tra la vita e la morte. In un altro brano tratto da "L'uomo come potenza" di Julius Evola, si dice infatti:

...la potenza ormai trasformata inonda sushumna e procede lungo la direzione ascendente. Ciò è sentito come vampa, poi folgore e venire trasportato vertiginosamente: allora bisogna immediatamente e in pura evidenza affermare la formula che deve essere già stata oggetto di tante concentrazioni e meditazioni: "Io sono lei"; bisogna cioè fulmineamente e intrepidamente identificarsi con questa cosa terribile, mortale. Se si manca a ciò, se il destarsi di kundalini ci sorprende e travolge - e per quanto ci si possa preparare, fra l'aspettazione e il fatto resterà sempre un salto - se si esita a slanciarsi nell'« Io sono questo », è detto che... disciplina e sacrifici... tutto è vanificato: non solo, ma l'avventura in massima viene pagata a caro prezzo: tutta l'enorme tensione si scarica sull'aspirante imprudente che può venire precipitato in disturbi gravissimi - epilessia, invasamento, idiozia, follia e, talvolta, la morte stessa. Invece la fulminea, intrepida identificazione opera le nozze dell'individuale e dell'universale, la composizione di zolfo e mercurio...

Fonte: Officina Alkemica
Articolo correlato: Pollice verde

lunedì 9 marzo 2009

Rumble Fish



Bellissimo film di Francis ford Coppola, visto quasi per caso venerdì pomeriggio, ha lasciato forti segni (come quello di Rusty che guarda caso non si rimargina per tutta la durata del film) nella mia mente e di cui vi voglio rendere partecipi.
Cito intanto da da MyMovies la trama: "Nella Tulsa (Oklahoma) degli anni '60 il sedicenne Rusty (M. Dillon) vive col padre, avvocato fallito e alcolizzato (un ottimo D. Hopper da Oscar), e sogna di diventare come il fratello maggiore (M. Rourke), leader del quartiere, eroe solitario a cavallo della sua moto."

Due scene più delle altre mi hanno colpito:

"Ogni tanto qualcuno vede il mondo diverso dalla gente comune ma non vuol dire che è matto.. una diversa piu acuta percezione delle cose non significa follia, benchè a volte possa capitare che questa percezione possa portare alla follia"
".. Ha sbagliato parte e commedia.. è nato nell'epoca sbagliata sulla sponda sbagliata del fiume, con la capacità di poter fare tutto quello che vuole e non trovando niente che vuol fare.. proprio niente"



Queste frasi devo dire, mi hanno trafitto come una lama.. Il senso di oppressione, di una creatività immensa uccisa dalla routine e dai problemi della quotidianità che ti lasciano (se va bene) solo lo spazio per mangiare e riposarsi. Un potenziale enorme, inutilizzato, sprecato.. Incompreso. Un senso perenne di inquietudine.. Ma perchè?



La metafora è chiara, la società che ci stritola e non ci comprende, che "dovrebbe toglierci dalla circolazione" ci fà incattivire, ci rende aggressivi, arrabbiati.. In continua lotta con i nostri simili e col nostro ego riflesso nello specchio. "Qualcuno dovrebbe liberarci.. Qualcuno dovrebbe rimetterci nel fiume."

Lo so.. Niente di nuovo sotto il Sole, ma a volte capire Sè Stessi è più difficile di quanto si pensi.. Nemmeno lo specchio riflette ciò che SIAMO realmente. Ma è bello pensare che qualche energia particolare ci dia una mano ogni tanto, parlando tramite immagini e suoni non con noi, ma con la nostra Anima.

Simone aka Donnie.

sabato 24 gennaio 2009

Benvenuti al Fight Club - Parte II

PARTE I

Forse stavo sviluppando l'abitudine. Ci si può assuefa­re alle scazzottate e forse avevo bisogno di passare a qualcosa di più impegnativo.

E' stata quella la mattina in cui Tyler ha inventato il Progetto Caos.

Tyler mi ha chiesto contro che cosa combattevo in realtà.

Quello che dice Tyler dell'essere una merda e gli schia­vi della storia, così mi sentivo. Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell'Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocar­buri in cielo a mangiarsi l'ozono. Aprire le valvole nei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piat­taforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto.

Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.

Mentre picchiavo quel ragazzo, in realtà avrei voluto piantare una pallottola tra gli occhi di ogni panda in pericolo che si rifiuta di scopare per salvare la propria specie e ogni balena o delfino che molla tutto e va a spiaggiarsi.

Non vederla come estinzione. Prendila come un ridimensionamento.

Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rende­re conto di ogni goccia di olio di motore usato.

Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che nascessi.

Ho tenuto la faccia dell'angioletto come un bebè o un pallone da football nella piega del braccio e l'ho pestato con le nocche, l'ho pestato finché i denti non gli hanno segato le labbra. Poi l'ho pestato con il go­mito finché mi è cascato tra le braccia come un sacco. Finché sugli zigomi gli era rimasto solo un velo di pel­le nera.

Volevo respirare scarichi.

Uccelli e cervi sono uno stupido lusso e tutti i pesci dovrebbero galleggiare.

Volevo dar fuoco al Louvre. Spaccare gli Elgin Mar­bles a martellate e pulirmi il culo con la Gioconda. Que­sto è il mio mondo, ora.

Questo è il mio mondo, il mio mondo, e quelle perso­ne antiche sono morte.

E facevo colazione la mattina che Tyler ha inventato il Progetto Caos.

Volevamo liberare il mondo dalla storia.

Facevamo colazione nella casa di Paper Street e Tyler mi ha detto di immaginarmi di piantare ravanelli e pa­tate sul green della quindicesima buca di un campo di golf dimenticato.

Darai la caccia agli alci nelle valli boscose intorno alle rovine del Rockefeller Center e cercherai molluschi in­torno allo scheletro dello Space Needle, inclinato di quarantacinque gradi. Dipingeremo sui grattacieli le fi­gure di enormi totem e simulacri di divinità maligne e tutte le sere quel che resta del genere umano si ritirerà negli zoo abbandonati e si chiuderà a chiave nelle gab­bie per proteggersi dagli orsi e dai grandi felini e dai lupi che di notte passeggiano e ci guardano dall'altra par­te delle sbarre.

«Il riciclaggio e i limiti di velocità sono cazzate» ha detto Tyler. «E come uno che smette di scopare quando è sieropositivo.»

Sarà il Progetto Caos a salvare il mondo. Un'era gla­ciale culturale. Un secolo buio prematuramente indot­to. Il Progetto Caos obbligherà l'umanità a entrare in catalessi o in fase di remissione il tempo necessario alla Terra per riprendersi.

«Giustifica tu l'anarchia» dice Tyler. «Risolvila tu.»

Come fa il fight club con impiegati e commessi, il Progetto Caos disarticolerà la civiltà perché si possa fa­re qualcosa di meglio del mondo.

«Immaginati» ha detto Tyler, «a far la posta all'alce dalle finestre dei grandi magazzini tra file puzzolenti di splendidi abiti da sera e smoking che vanno in ma­lora appesi alle loro grucce, porterai indumenti di pel­le che ti dureranno fino all'ultimo dei tuoi giorni e ti arrampicherai per i rami grossi come tronchi del kud­zu rampicante che abbraccia la Sears Tower. Come Jack sulla pianta di fagioli, sbucherai dalla volta goc­ciolante della foresta e l'aria sarà così tersa che vedrai figure minuscole battere il granturco e disporre a es­siccare strisce di carne di cervo nella corsia d'emergen­za vuota di una superstrada abbandonata che si allun­ga, larga otto corsie e torrida ad agosto, per mille chilometri.»

Questo era lo scopo del Progetto Caos, ha detto Ty­ler, la completa e immediata distruzione della civiltà.

Che cosa viene dopo nel Progetto Caos nessuno lo sa salvo Tyler. La seconda regola è che non si fanno do­mande.

«Non comperate cartucce» ha detto Tyler al Comitato Aggressioni. «E giusto perché non abbiate a crucciarve­ne, sì, dovrete ammazzare qualcuno.»

Incendi. Aggressioni. Scherzi e Disinformazione.

Nessuna domanda. Nessuna domanda. Niente scuse e niente bugie.

La quinta regola del Progetto Caos è che bisogna fi­darsi di Tyler.


- Chuck Palahniuk "Fight Club"






With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
If there's nothing in it
And you'll ask yourself

Where is my mind..

martedì 23 dicembre 2008

Armonia nella Mente

Quando la nostra mente è in armonia, anche se questa di sicuro è una rarissima eventualità, noi ce ne accorgiamo dal fatto che non oppone resistenza a qualsiasi cosa svolga una relazione con essa. In questo caso, in verità non troppo frequente, la mente non reagisce e accetta di essere pervasa e impregnata di sensazioni derivanti da suoni, parole, rumori, percezioni visive, olfattive e tattili. Tutto ciò viene ad integrarsi in un aspetto unitario che dimostra e conferma che, la mente ed i contenuti che la invadono, sono della stessa natura. Tuttavia, la constatazione è possibile soltanto quando non è presente l’Io discriminante che, capriccioso e volubile com’è, decide sempre di preferire una cosa o il suo opposto, quindi accettando o rifiutando a suo piacimento. Quindi, nella maggioranza dei casi, quando l’Io è presente la mente reagisce con l’opporsi all’invasione dei fenomeni esterni che essa non accetta, specialmente nel caso che arrivino per cause karmiche indesiderate. In questo caso, nella mente subentra la disarmonia che è, appunto, rifiuto e desiderio di respingere, annullare ogni sensazione non voluta e non gradita.

Possiamo vedere perciò come, a seconda delle reazioni della mente, noi potremmo essere facilmente in pace o non esserlo affatto, potremmo assaporare la situazione di armonia o subire la situazione di conflitto interno. L’abile praticante Zen, che abbia imparato a conoscere la sua mente ha, come effetto di questa pratica indagatrice, il suo osservare ed osservarsi, che tende a stabilizzare la mente in una condizione di perfetta armonia con ogni cosa. Egli è consapevole che la sua mente (quindi egli stesso) per cause karmiche, è sottoposta a contatti ed intromissioni spesso indesiderate che, però all’atto pratico non risultano sostanziali, perché si volatilizzano già mentre sono all’interno della mente e, in definitiva, non lasciano alcuna traccia permanente. Così egli scopre che la mente, nella sua vera essenza, è uno spazio che si riempie e si svuota secondo le circostanze: è una sorta di “Vuoto”, che però è momentaneamente riempibile di “Tutto”.

L’energia di cui è composta la mente è l’energia stessa dell’Universo, che ci permette di cogliere l’energia delle cose, composte dalla stessa energia della mente. Se la mente non fosse “pura energia”, noi non saremmo consapevoli di nulla, né potremmo avere reazioni di sorta nei confronti di ciò che la invade e la penetra. Non avremmo reazioni di gradimento né di rifiuto al punto che, quando in noi non c’è più l’energia della mente, siamo ormai morti e diventati cadaveri.

Nello studio della mente, ci prepariamo a conoscere la natura dell’esistenza e, al contrario di quando non stavamo praticando la meditazione, diventiamo totalmente incuriositi e interessati, non più al “mondo di fuori” ma soprattutto a quello, segreto e misterioso, che definiamo “interiore”. Perciò la nostra partecipazione alla vita diventa una specie di partita a tennis: un “trovarci ad essere” di qua e di là con uno scambio continuo e diretto tra l’esperienza vissuta e colui che la sperimenta. Cominciamo a renderci conto che questo spazio vuoto della mente è la nostra stessa esistenza, è proprio la nostra persona che, non appena rinuncia alle difese precostituite dell’Io, non ha più interesse ad opporre resistenza all’andirivieni delle cose. Allo stesso tempo prendiamo coscienza che il karma non è altro che il dispiegamento obbligato degli eventi sequenziali delle precedenti “volontà” e desideri della mente.

In ogni caso, se la mente non fosse quel famoso spazio vuoto composto di energia trasmittente e ricevente, non sarebbe possibile neanche la sperimentazione del karma, inteso come effetto di ricezione delle onde dell’energia che sono state attivate. Si può dire che la mente, creatrice e fruitrice di tutto ciò che le accade, è contenitore e percettore dei contenuti, che hanno possibilità di “essere” proprio per il fatto che essa è spazio ed energia. Di conseguenza, ripetendo all’inverso il discorso fatto, ci rendiamo conto che NULLA potrebbe esistere senza una mente che l’accolga, nessuna cosa potrebbe mai manifestarsi “all’esterno” se la mente non potesse averne esperienza. Quindi, tutto ciò che esiste, è MENTE, è solamente mente, e come potrebbe la mente opporsi e rifiutare la mente, cioè sé stessa? Sarebbe come se lo spazio rifiutasse se stesso e non concedesse spazio allo spazio. Una cosa assurda, impensabile…

Allora cos’è la Mente? È la causa prima di tutto l’esistente, il primo Autore dei sette giorni della Creazione, l’Essere e l’Avere di tutti i fenomeni, l’Io e gli oggetti dell’Io, intesi come tutto ciò che sembra essere altro dall’Io. Bisogna capire profondamente queste dichiarazioni, altrimenti lo studio della mente è soltanto una mera e sterile operazione concettuale. Così come un primordiale computer collegato alla rete, la mente individuale è connessa a tutte le altre menti che, a loro volta, sono unificate e comprese nell’unica energia del web metafisico. Per il fatto che la mente <è> pura esistenza, essa ha la possibilità di manifestare e cogliere tutto ciò che esiste e, contemporaneamente essendo in costante contatto con tutta l’energia “vivente”, ha la possibilità di pervadere ed essere pervasa da questa massa frammentata di altre menti. Comprendendo questo, la domanda “Cos’è che esiste veramente?” parrebbe superata dalla consapevolizzazione della reciproca interdipendenza tra la mente ed i fenomeni. È un po’ come farsi la classica domanda “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”, a cui non si può certo rispondere in modo concettuale.

In verità a queste domande di profondo ordine metafisico, che però riguardano la realtà delle cose così come ora noi le percepiamo e le utilizziamo, non vi è risposta. Non è possibile rispondere in termini scientifici, con un preciso diagramma che convalidi le teorie. Ogni nostra risposta, data senza esperienza diretta, è sbagliata o incompleta. Le risposte non possono essere solo due, si o no: le risposte concettuali possono essere migliaia e tutte saranno sicuramente non esatte. Ogni nostra impressione momentanea, e quindi fugace e mutevole, è una risposta concettuale, perciò sbagliata.

L’unica risposta giusta è la conoscenza e l’esperienza diretta di tutto il funzionamento mentale. La conoscenza diretta non può essere assunta per ragionamento né può essere partecipata estraneamente con informazioni indirette. Quando meditiamo, quando facciamo appunto spazio nella mente eliminando gli oggetti che l’avevano invasa durante la giornata, stiamo avendo l’occasione per l’esperienza diretta. Vediamo che, in realtà, gli oggetti incamerati si mettono da parte da soli, spontaneamente con la stessa facilità con cui erano entrati. Nello spazio mentale, gli oggetti non ricoprono una dimensione fisica: essi sono soltanto “pensieri”. Perciò tutto quello che ci è successo durante la giornata, in definitiva si trasforma, si polverizza, perché è sempre stato “soltanto pensiero”. Il nostro vivere tutti gli avvenimenti con l’ostinata idea di “oggettività”, fa sembrare questi pensieri come cose reali, tuttavia durante la meditazione ci accorgiamo che essi possono sparire, almeno temporaneamente. E tutto si converte nuovamente in spazio vuoto, tutto ritorna ad essere energia che fluisce e rifluisce in e da questo “spazio vuoto”. Questa è la testimonianza diretta del reale svolgimento e funzionamento armonico della mente.

Le persone ordinarie da tempi senza inizio hanno perso di vista la natura della Realtà e non conoscono più la “Natura di base” della mente, che è la stessa identica cosa. Fissandosi arbitrariamente sulle qualità apparenti di ogni tipo di oggetti, le persone non coltivano la consapevolezza della natura effimera di essi, facendo sorgere così nella loro mente-cuore pensieri di odio e di amore. A causa di questi pensieri di odio ed amore, il recipiente mentale si incrina e perde energia vitale. E’ esattamente così che, nella mente, sorgono di conseguenza pensieri di nascita e morte. Essendovi l’idea di nascita e morte, nella mente delle persone compaiono tutte le forme di sofferenza. Questo sta a significare che l’iniziale armonia naturale della mente, a causa della facoltà indiscriminata di emettere pensieri non consapevolizzati da parte degli individui ordinari, si è trasformata in conflitto e disarmonia.

Allora qual è il sistema per far ritornare la mente alla sua funzione originaria? Qual è la Via per la restaurazione del Nirvana? La meditazione Ch’an è sicuramente una di queste Vie, uno dei migliori sistemi per il reintegro dell’energia purificata nella mente degli esseri umani. Essa è la Via per arrivare a comprendere che, noi stessi, la nostra mente originaria è “già” il Nirvana! In quanto il lavoro di pulizia mentale richiede la sistematica eliminazione, per mezzo della vera comprensione, della errata attribuzione individuale di cui ci investiamo, cioè dell’Io. L’Io è semplicemente uno strumento occasionale della nostra apparente idea personale, ed ha diritto di esistere e funzionare esclusivamente per questo scopo e non per condizionarci alla convinzione di essere realmente quella identità. L’attaccamento all’Io, che dovrebbe avere soltanto una funzione relativa e contingente, spinge la nostra mente a credersi una Identità permanente e separata. Questa illusione pericolosa produce la nascita e la morte, l’amore e l’odio, il piacere ed il dolore, insomma la dualità nelle forme conosciute come bene e male.

Nel “Sutra del Re della Mente” si afferma che la vera quddità (cioè il modo reale di esistenza di tutte le cose) ovvero la Natura di Buddha, è sommersa inconsapevolmente nell’Oceano Samsarico delle cause e delle condizioni (il Karma). Quindi la Reale Natura, cioè il modo reale di esistenza di tutti noi, di tutte le cose e dello spazio vuoto in sé, è immersa nel condizionamento illusorio della mente a credersi un Io. La Natura della Mente, a causa del condizionamento illusorio, si trova a “bagnomaria” nei desideri egoistici di erudirsi, acquisire continue esperienze mondane, ottenere ripetuti benefici temporali. Non avendo perciò volontà ed interesse per la vera conoscenza della realtà, vale a dire per la natura originaria ed autentica delle cose, questa mente, immersa nel condizionamento della percezione sensoriale e ballonzolando ora qui ora lì nella nascita e nella morte, non ha il potere di sfuggire a questi effetti del karma.

E’ estremamente necessario sforzarsi per riesumare e preservare la natura fondamentale della mente, affinché i distruttivi pensieri arbitrari non sorgano, o non vengano ancora alimentati. In tal modo, gli atteggiamenti egoistici e possessivi diminuiscono fino a svanire e si potrà realizzare l’uguaglianza e l’unità tra la mente ordinaria e la mente originaria dei Buddha.

Di Aliberth.

giovedì 23 ottobre 2008

Anatomia del sottile

Molte persone ignorano totalmente l'anatomia sottile degli esseri viventi, per molti il corpo umano è un sofisticato insieme di apparati e cellule che adempiono al loro compito prestabilito. Questa visione meccanicistica dell'essere umano è alla base della medicina moderna. Per la scienza medica è impensabile e assurdo considerare il corpo attraverso un punto di vista energetico ed emozionale. Anche il concetto di anima non viene preso in considerazione, poiché attualmente non dimostrabile con le attuali leggi scientifiche. Le stesse leggi che partono da presupposti dogmatici, ai quali lo scienziato razionale si affida con totale fede. Il realtà scienza e religione utilizzano le stesse metodologie comportamentali, affidandosi entrambe ad assiomi dati per certi.

Questo approccio, anche se determina la maggior parte delle scoperte utili alla vita dell'uomo, ha profonde carenze per quanto riguarda l'interazione che ogni essere rappresenta con l'ambiente circostante. Immaginare un uomo costituito di atomi e molecole, privo di un corpo energetico in grado di interagire con Tutto, è come vedere il mondo attraverso gli occhi di Truman (Personaggio del film “The Truman Show”). Significa ignorare le molteplici interazioni che l'essere manifesta attraverso la continua co-creazione che compie nella propria vita. Ogni essere è parte integrante di un campo energetico globale, nel quale interagisce con la propria bioenergia, veicolo primario per lo scambio di informazioni.

Riprendendo l'esempio della malattia, in questo modo si poterebbe affermare che non è altro che il frutto di uno squilibrio del campo energetico, influenzato dalla nostra percezione dell'essere, la nostra completezza e auto realizzazione e da una serie di fattori esterni (patogeni). Tali patogeni hanno la capacità di innescare il processo della malattia se il corpo energetico umano si trova in condizioni di squilibrio e deficit. Un esempio lampante di tale fenomeno è rappresentato dallo stress, al quale oggi molti luminari attribuiscono la maggior parte delle malattie “autoimmuni” o inspiegabili. Per autoimmuni si intende un complicato meccanismo che condiziona l'armonia del nostro sistema immunitario, che non riconosce più il corpo come entità da preservare. Se immaginiamo i continui attacchi psichici che subiamo durante il corso della giornata, stress lavorativo, traffico, vita frenetica, mancanza di affetto e tempo libero, è facile comprendere come queste influenze possano avere un ruolo fondamentale per la nostra salute.

Certo questo lo dicono in tanti, ho scoperto l'acqua calda direte voi! Il punto invece è che questa acqua calda non è del tutto scoperta, poiché dietro le abusate parole come "stress" e "cause non ancora identificate", si celano tutti i limiti di una medicina che non vuole allargare gli orizzonti della ricerca a tutto quello che non è visibile ai cinque sensi, ma può essere percepito con una maggiore integrazione fra i nostri emisferi cerebrali. Il pensiero crea la materia, il pensiero influenza il nostro campo energetico, rende il nostro corpo protetto o non protetto da attacchi esterni, a seconda di come noi indirizziamo tali pensieri. Un nuovo modo di concepire la malattia sta venendo alla luce spontaneamente, fra qualche anno i medicinali di sintesi saranno considerati superati e nocivi, semplicemente perché non si può curare l'uomo come un auto o un elettrodomestico, si deve necessariamente considerare l'essere nella sua totalità.

Questo articolo rappresenta un semplice spunto di riflessione, non esaustivo riguardo al problema, per il quale non basterebbero migliaia di pagine per avere un'idea molto più ampia. In nessun caso si critica la medicina e le ricerche che hanno portato l'uomo a raggiungere un benessere sempre maggiore, vuole solo evidenziare i suoi limiti, imposti spesso da un sistema economico interessato al profitto piuttosto che alla salute. Immaginando una medicina che si preoccupi davvero dell'uomo e apra le porte alle nuove sensazionali scoperte in ogni campo, l'uomo avrebbe il diritto di vivere in un paradiso terrestre qui e ora.

Articolo correlato: Medicine e terapie..., Freenfo, Aprile 2008
Articolo correlato: La medicina del futuro, Freenfo, Dicembre 2007

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sabato 27 settembre 2008

Grant Morrison

Pigliatevi un oretta e guardatelo tutto, ne vale la pena.. Sarebbe bello discuterne assieme.



Il link alla playlist.

http://it.wikipedia.org/wiki/Grant_Morrison
http://it.wikipedia.org/wiki/Invisibles

"La nostra realtà non è quella in cui crediamo di vivere: una razza di alieni, chiamati Arconti, da secoli manipola le vite degli esseri umani tramite l'influenza occulta della politica e dei mass media. A loro si oppongono gli Invisibili: una società segreta, anarcoide e sovversiva, che si batte da secoli per la libertà dalle strutture autoritarie e al controllo."

lunedì 1 settembre 2008

Osservare. Non schierarsi



Questo post sarà breve..

Bene.. Avete visto tutti quanti la confusione e il conflitto tra pensieri e convinzioni, che si è creato all'interno dell'ultimo post. Qual'è il motivo secondo voi? Provate a pensarci.. Eppure ne abbiamo parlato molte volte.. La dualità.

"La vita se conosciuta, dissolve i conflitti, perchè elimina la loro causa, la divisione utile agli intermediari. Tra l' uomo e Dio ci sono le religioni, tra 'conoscenza' e vera realtà, scuola e accademie, tra l' essere umano ed il suo corpo, medicine e farmaci, tra individui e collettività, politici e media, tra spirito e materia, il vuoto.

Il vero dio, l'Uno, di cui possiamo essere cellule, il tutto che evolve, si rigenera e non genera divisione."

- Vittorio Marchi "La scienza dell' Uno"

L'emozione umana, la razionalità sono entrambe necessarie per comprendere al meglio noi stessi e quello che ci è intorno, ma al contempo limitano una visione critica di ciò che si sta osservando; da ciò nascono scuole di pensiero, chiese, religioni, culti.. Tutti schierati PER QUALCOSA e/o CONTRO qualcuno. L'equilibrio, l'armonia, il bilanciamento emozionale e razionale diventano determinanti in questo momento per non farsi prendere dalla voglia di schierarsi con un idea o un' altra. Non giova a nessuno. Tanto meno a noi stessi.

Parliamo di come sarebbe meglio procedere per innalzare di un gradino la consapevolezza. Cito da un utente di uniterismo:

Non dobbiamo far scorrere via i brutti pensieri e conservare i buoni, ma osservare entrambi con la calma interiore di un critico.. è perciò più di un ironizzare sugli sbagli e colmarsi della beatitudine dei momenti positivi. Ciò provocherebbe uno scompenso dalla parte dell'attività luciferica, in quanto così facendo si bloccano tutti gli impulsi ahrimanici.
Osservando se stessi "al di là" di gioia e dolore sperimentandosi oltre la "sensazione di sè" si trova il nostro IO. Rivivendo i momenti belli ed escludendo quelli brutti come osservatori, anche pur imparziali, si rimarrà vincolati alla natura egoica.

[ ... ]

Un esercizio semplice ed attuabile a tutti i livelli dello sviluppo interiore consiste nell'osservare la porpria vita come se appartenesse ad un altro. Gioie e dolori non devono esser sentiti come nostri, bensì osservati con la calma interiore propria di una visione generale.Quando siamo sotto un onda marina ci sembra sempre più grande, poi saliti su un altura vediamo che era meno poderosa. Allo stesso modo le nostre sensazioni sono ingigantite dalla nostra personalità. I dolori vanno "osservati" e così pure le gioie.
La nostra vita va solo così CONSIDERATA senza il minimo assenso o disprezzo della nostra anima.
Ciò induce una lievissima sensazione di sicurezza interiore che non è facile udire.Ma praticata con assiduità può dare ottimi risultati per il conseguimento di una calma che non ha superato felicità e tristezza ma le ha strumentalizzate, le ha vinte come sensazioni.
Come vedete, escludendo ogni forma di giudizio, di presa di posizione, di "estremismo concettuale" ed osservare semplicemente.. Può portare a grandi cose. Eliminiamo quindi le nostre incomprensioni.. Abbiamo poco tempo ormai, non possiamo permetterci di attaccarci l'un l'altro. Abbiamo ripugnato tutti quanti il dogma della fede nella chiesa di Roma (almeno molti di noi..) per abbracciarne un altro. Il nostro. O quello di qualche bloggers. Siamo sinceri con noi stessi. Osserviamo, togliamo l'ego da davanti i nostri occhi e osserviamo.

martedì 29 luglio 2008

Wake up Neo



Proprio così, Svegliati Neo! Ma come? E chi è Neo?

Noi non abbiamo pillole rosse.. Di cosa abbiamo bisogno dunque? Di niente! Noi siamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo solo ritrovarlo.. In Noi.

Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli Dei.

- Oracolo di Delfi

In che modo? Certo non è semplice.. Chissà come abbiamo perduto memoria di ciò, abbiamo perduto memoria di Noi.. Ma quell' informazione non è irraggiungibile, è sepolta, nascosta nei meandri della nostra coscienza. Ma cè! Come ritrovarla quindi.. Le maniere sono tante: meditazione, assunzione di bevande o piante di origine sciamanica, la preghiera.. Oppure, ricordarci chi Siamo.

Il significato nascosto della vita sulla Terra è la creazione di un’anima attraverso l’instancabile “processo del ricordo di se”. Il ricordo di se, è il solo fenomeno che domina il tempo e la morte.

- Robert E. Burton


Ricordarsi di sé significa essere presenti, rimanere nel qui-e-ora, evitando di vagare con la mente da un pensiero all’altro, da un’immagine all’altra. L’attenzione è rivolta a noi stessi e all’azione che stiamo compiendo.

- Salvatore Brizzi

Andrea Doria, ha di recente messo a disposizione nel suo sito alcuni esercizi [1] [2] per stimolare alcune parti del nostro cervello che fin'ora pochi (o nessuno) di noi hanno attivate. Esercizi per creare nuove connessioni neuronali per sfruttare quella macchina che ultimamente sta morendo davanti a reality show e partite di calcio. Cominciamo quindi ad apprendere come sfruttare al massimo il nostro potenziale, come sfruttarlo per ottenere quello che cerchiamo, per fare in modo che la nostra Anima sopita si svegli e si riconosca in N0i.

Proprio così, Noi.. Perchè potenzialmente ognuno di noi è Neo (One, l'eletto). Nella saga di matrix lo si capisce dal primo film, all'inizio, la scena del salto:

Cypher: "La prima volta cadono tutti.."

Neo non è diverso dagli altri, ha solo aumentato il suo livello di consapevolezza

Morpheus: "Non pensare di esserlo, convinciti di esserlo!"

".. Tuttavia quando ciò è accaduto 2000 anni fa e Dio ha mostrato il suo vero "volto" attraverso la faccia di un "ESSERE" che diceva: "IO e il Padre siamo UNO" ('e anche voi lo siete'), esattamente come fa il seme quando rivela l' albero che sarà (e potenzialmente gia è), nel suo progetto a tutti i suoi frutti"

- Vittorio Marchi, La scienza dell' UNO

Noi non abbiamo bisogno di pillole, abbiamo un cuore e una mente.. Non ci serve altro. Trovando l'armonia tra essi scopriremo molto di più su di noi e ci stupiremo di cosa siamo e di cosa siamo capaci.

"Coloro che cercano cerchino, finché troveranno. Quando troveranno, resteranno turbati. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."

- Tommaso 2,1




Grazie a Menphis75 per lo splendido contributo video.