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lunedì 7 settembre 2009

Neuroscienze

"Il Cervello Infinito" di Norman Doidge

Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello

"Nel corso dei miei viaggi ho incontrato uno scienziato che permetteva a persone non vedenti dalla nascita di iniziare a vedere; ho parlato con pazienti, dichiarati incurabili dopo aver subito un ictus decine di anni prima, che sono stati aiutati a guarire con trattamenti neuroplastici; ho conosciuto persone che hanno superato disturbi dell’apprendimento e che hanno migliorato il proprio; ho raccolto prove secondo cui a ottant’anni è possibile rendere più vivace la memoria in modo che funzioni come a cinquantacinque. Ho visto pazienti «ricablare» il loro cervello attraverso i pensieri, per risolvere traumi e ossessioni in precedenza considerati insuperabili. Ho discusso appassionatamente con dei premi Nobel su come dovremmo ripensare il nostro paradigma neurologico alla luce dell’evidenza che il cervello è in continua trasformazione." Cheryl ha la costante sensazione di cadere a causa di un deficit del suo apparato vestibolare; Barbara ha un cervello asimmetrico ed è considerata "ritardata"; Michael è un chirurgo oculare che a quarantaquattro anni subisce un ictus invalidante. Queste sono solo alcune delle storie alle frontiere della neuroscienza narrate in questo saggio: per loro e per molte altre tipologie di pazienti ora c’è una concreta possibilità di recupero e completa guarigione. La scoperta che ha aperto la strada a questa fondata speranza è quella della neuroplasticità, ossia la proprietà del cervello di essere malleabile sempre, non solo nell’infanzia.
La tesi che ha scatenato la rivoluzione della neuroscienza ci dice che il cervello è in grado di cambiare se stesso e può funzionalmente riorganizzare ogni sua parte per sopperire alle carenze che si vengono a creare in seguito ai traumi o al lento processo di invecchiamento. Non solo. L’intera esperienza umana può essere spiegata esplorando le potenzialità del cervello malleabile: la creatività e l’amore, la dipendenza e l’ossessione. Si tratta di processi neurologici molto complessi che sono indagati, anzi, vivacemente raccontati con semplicità e chiarezza espositiva.

"Un ritratto notevole e pieno di speranza delle infinite capacità di adattamento del cervello umano." (Oliver Sacks)

"Doidge racconta, con interesse e serietà, alcune delle meno comprensibili meraviglie del cervello umano." (Publishers Weekly)

"Il racconto affascinante della rivoluzione in atto nella neuroscienza." (New York Times)

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Cosa ne pensate? Qualcuno l'ha letto?

giovedì 16 ottobre 2008

La mente che mente

«Le intuizioni e i concetti costituiscono gli elementi della nostra conoscenza, così non possono esserci concetti senza intuizioni e intuizioni senza concetti.» (Kant)

La lettura è da molti anni una mia grande passione, il modo per entrare nei reami della conoscenza, attraverso gli occhi di grandi scrittori. L’uomo che cerca la verità o qualsiasi altra cosa stimoli il proprio interesse, deve necessariamente fare dell’esperienza altrui, una tappa fondamentale per accrescere la propria conoscenza. Pian piano si delineano sentieri sempre più affascinanti, un viaggio nel paese delle meraviglie del mondo. Un romanzo può catturare i nostri sensi e trasportare la nostra mente attraverso luoghi ed emozioni lontane. Un testo scientifico apre la nostra mente ad una conoscenza più grande, un testo classico lascia indelebile una traccia nel nostro modo di pensare.

A poco a poco la conoscenza accresce in noi, il percorso spesso si concentra in una direzione, altre volte spazia fra diversi tipi di informazione. Tutto si mescola nella nostra mente, contribuisce a creare la nostra personale visione della realtà, crea i presupposti per costruire la nostra personalissima verità. Questa ricerca è necessaria per comprendere meglio le sfaccettature dell’esistenza e i segreti nascosti dell’universo, contribuisce a rinforzare un pensiero in modo autonomo e indipendente. Il questo caso la nostra parte razionale è sempre all’opera per discernere il bene e il male, secondo la nostra personale visione della vita, i nostri valori e le nostre tradizioni.

Alla lunga tuttavia, questo approccio può essere limitato, sembra quasi costretto in una stanza con poche finestre, dalla quale è molto difficile evadere. Non si è mai certi dell’autenticità del nostro pensiero, crediamo di possedere idee nostre, ma spesso tali convinzioni derivano da una memoria collettiva che agisce sulla nostra mente, consciamente o inconsciamente. La parte razionale cristallizza il pensiero e lo fortifica fino a creare delle convinzioni talmente radicate da non poter mai essere messe in discussione. La mia esperienza è sempre stata di cercare un compromesso fra la mente razionale e mondo delle percezioni. L’uomo ha il privilegio di possedere doti superiori rispetto agli animali, anche se ha in qualche modo dimenticato le attitudini più semplici e istintuali proprie dei nostri amici “inferiori”.

Aprirsi alle percezioni permette di acquisire una conoscenza molto diversa da quella costruita dalla mente, l’esperienza diretta diventa il veicolo per accrescere la nostra consapevolezza. Il corpo è chiamato a partecipare in ogni sua parte a questo processo. A volte alcune grandi verità possono essere spiegate e comprese solo se si riesce ad applicare tutte le nostre potenzialità, l’integrazione fra corpo, anima e mente. Questo approccio consente di avere una visione più ampia, permette di entrare in reami invisibili, è in grado di colmare le nostre ricerche in modo ancora più efficace. “Sentire” l’ambiente circostante, provare a vivere secondo le leggi della percezione, porta a sviluppare in noi delle doti in grado di comprendere a fondo ogni piccolo particolare della manifestazione del creato.

L’universo è composto di forme visibili e di forme non visibili, la materia per molti è una forma di energia cristallizzata, che vibra a frequenze più basse. Tali frequenze siamo abituati a percepire poiché simili alla nostra configurazione energetica. Modificando tale configurazione possiamo integrare le nostre capacità e spingerci oltre, varcare l’uscio della stanza della mente per accedere a mondi ancora da scoprire. L’esperienza diretta come strumento di ricerca, la consapevolezza come fine per la nostra esistenza.

Questo approccio olistico dell’uomo e delle sue potenzialità, permette di agire secondo logiche più universali, permette l’apertura del cuore e l’accoglienza dell’Amore universale nella nostra vita. Un cammino che accelera verso il ricongiungimento dell’Uno, sfruttando a pieno ogni nostra caratteristica latente. La mente a volte mente, le percezioni posso essere ingannevoli, ma nulla potrà essere più veritiero dell’utilizzo di queste facoltà in sinergia perfetta fra loro, l’interazione fra ragione e cuore, l’unica via per la vera scoperta della natura dell’uomo. Giusta o sbagliata che sia, sarà sempre dettata dalla nostra esperienza diretta, unica vera alleata fedele nel cammino evolutivo. La ricerca della verità dentro di noi come porta d’accesso alla verità assoluta, la strada maestra verso la vera Conoscenza.

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lunedì 1 settembre 2008

Osservare. Non schierarsi



Questo post sarà breve..

Bene.. Avete visto tutti quanti la confusione e il conflitto tra pensieri e convinzioni, che si è creato all'interno dell'ultimo post. Qual'è il motivo secondo voi? Provate a pensarci.. Eppure ne abbiamo parlato molte volte.. La dualità.

"La vita se conosciuta, dissolve i conflitti, perchè elimina la loro causa, la divisione utile agli intermediari. Tra l' uomo e Dio ci sono le religioni, tra 'conoscenza' e vera realtà, scuola e accademie, tra l' essere umano ed il suo corpo, medicine e farmaci, tra individui e collettività, politici e media, tra spirito e materia, il vuoto.

Il vero dio, l'Uno, di cui possiamo essere cellule, il tutto che evolve, si rigenera e non genera divisione."

- Vittorio Marchi "La scienza dell' Uno"

L'emozione umana, la razionalità sono entrambe necessarie per comprendere al meglio noi stessi e quello che ci è intorno, ma al contempo limitano una visione critica di ciò che si sta osservando; da ciò nascono scuole di pensiero, chiese, religioni, culti.. Tutti schierati PER QUALCOSA e/o CONTRO qualcuno. L'equilibrio, l'armonia, il bilanciamento emozionale e razionale diventano determinanti in questo momento per non farsi prendere dalla voglia di schierarsi con un idea o un' altra. Non giova a nessuno. Tanto meno a noi stessi.

Parliamo di come sarebbe meglio procedere per innalzare di un gradino la consapevolezza. Cito da un utente di uniterismo:

Non dobbiamo far scorrere via i brutti pensieri e conservare i buoni, ma osservare entrambi con la calma interiore di un critico.. è perciò più di un ironizzare sugli sbagli e colmarsi della beatitudine dei momenti positivi. Ciò provocherebbe uno scompenso dalla parte dell'attività luciferica, in quanto così facendo si bloccano tutti gli impulsi ahrimanici.
Osservando se stessi "al di là" di gioia e dolore sperimentandosi oltre la "sensazione di sè" si trova il nostro IO. Rivivendo i momenti belli ed escludendo quelli brutti come osservatori, anche pur imparziali, si rimarrà vincolati alla natura egoica.

[ ... ]

Un esercizio semplice ed attuabile a tutti i livelli dello sviluppo interiore consiste nell'osservare la porpria vita come se appartenesse ad un altro. Gioie e dolori non devono esser sentiti come nostri, bensì osservati con la calma interiore propria di una visione generale.Quando siamo sotto un onda marina ci sembra sempre più grande, poi saliti su un altura vediamo che era meno poderosa. Allo stesso modo le nostre sensazioni sono ingigantite dalla nostra personalità. I dolori vanno "osservati" e così pure le gioie.
La nostra vita va solo così CONSIDERATA senza il minimo assenso o disprezzo della nostra anima.
Ciò induce una lievissima sensazione di sicurezza interiore che non è facile udire.Ma praticata con assiduità può dare ottimi risultati per il conseguimento di una calma che non ha superato felicità e tristezza ma le ha strumentalizzate, le ha vinte come sensazioni.
Come vedete, escludendo ogni forma di giudizio, di presa di posizione, di "estremismo concettuale" ed osservare semplicemente.. Può portare a grandi cose. Eliminiamo quindi le nostre incomprensioni.. Abbiamo poco tempo ormai, non possiamo permetterci di attaccarci l'un l'altro. Abbiamo ripugnato tutti quanti il dogma della fede nella chiesa di Roma (almeno molti di noi..) per abbracciarne un altro. Il nostro. O quello di qualche bloggers. Siamo sinceri con noi stessi. Osserviamo, togliamo l'ego da davanti i nostri occhi e osserviamo.

sabato 12 luglio 2008

11 Settembre, Gemelli, OOBE, Sogni Lucidi, Atlantide, Il Terzo Occhio


Sagittario e Scorpione sono comunemente conosciuti come i guardiani del Centro Galattico.
Al lato opposto di Sagittario e Scorpione, troviamo Gemelli e Toro. [1]
La nostra avventura comincia all'inizio del ponte che ci condurrà all'inevitabile illuminazione cosmica: lo Stargate è un Ponte che unisce due punti remoti tra di loro.. il nostro Stargate si apre l'11 Settembre 2001 dove ritroviamo all'inizio del portale (Galactic Edge) Gemelli e Toro (Toro=Iside, Scully), per poi ricondurci alle porte del Centro Galattico (Galactic Center - 21/12/2012) dove ritroveremo i due Guardiani Scorpione e Sagittario. Le freccie del Sagittario puntano il centro galattico, Sagittario è in Giove, Giove è Zeus, Osiride, Fox Mulder.. e Sagittario è il segno e l'ascendente del vostro webmaster preferito (che sono io naturalmente) che vi ha condotto attraverso quest'avventura cosmica che momentaneamente terminerà con questo post di mezz'estate per poi riprendere non so quando.

11 Settembre 2001, Gemelli..

Matrix Reloaded è considerato la prima parte di Matrix Revolutions, i due seguiti di Matrix, sono due film piuttosto separati dal primo. In Matrix Reloaded quindi ritroviamo a darci il benvenuto i due gemelli.

Alice, incontra i due gemelli all'inizio della sua avventura

Zoë Castillo, in "Dreamfall" si imbatte nelle due gemelle che la condurranno all'inevitabile avventura in due mondi paralleli.

Déjà vù


[..continua]

mercoledì 25 giugno 2008

La dura Legge Della Giungla e la dura Legge Della Loggia

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Cari amici lettori, diffidate da chi non è sincero in primis con se stesso, perchè chi non è in grado di dirsi la verità da solo, non sarà in grado di essere sincero con voi. La vita viene giocata in una scacchiera, e nel gioco, siamo pedine che non si affrontano mai, tranne che nell'ultima e determinante mossa. Perciò, le cose possono crollare ad una velocità indicibile. In "Fringe" (ndt: "Confine"), i due amanti inquadrati nel pavimento a scacchi (sul quale tornerò piu tardi) nel corso di una sola puntata passano da innamorati a nemici

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la velocità di tale metamorfosi non è affatto indicativa, ma è piuttosto reale nel nostro tempo. Come ho sentito una volta da un'ottima conferenza (non ricordo chi fosse il conferenziere) "Non esistono persone negative, ma esistono persone sofferenti", nella scacchiera della vita troveremo quindi anche questo tipo di persone.. perciò, se siete circondati da gente di questo tipo, fate sempre molta attenzione alle sorprese inaspettate..

Il pavimento è a scacchi, ma che vuol dire?
L'ottica Manicheista ci suggerisce che l'universo è un complicato gioco di luci ed ombre.. [continua]

venerdì 20 giugno 2008

Automi Ribelli



The Second Renaissance

E' impossibile per me non cominciare questo messaggio ringraziando le migliaia e migliaia di email che a profusione si sono riversate nella mia casella di posta, in questo mio periodo di "seconda rinascita". Anche se ancora con qualche piccolo problemino, cercherò di riprendere pian piano, e con tutto il dovuto rispetto per il mio se questa volta, l'attività di ricerca che poco più di un'anno fa ho sentito così forte di voler intraprendere. Ma questa volta prometto solennemente a me stesso e a tutte le persone che così tanto affetto e amore mi hanno dimostrato in questi mesi, di investigare non più il marcio, la predazione e gli ostacoli che si celano dietro i mondi sottili dell'intelletto annebbiato, vaporizzato nell'etere da vecchi e obsoleti paradigmi nei quali l'uomo attuale ama tanto inebriarsi. Bensì vorrei andare oltre a tutto questo, procedere e non continuare a calpestare lo stesso terreno all'infinito, senza accorgermi di sprofondare sempre di più nel solco lasciato dai miei passi. Se c'è una cosa che ho appreso da questo periodo di "disarmonia energetica", e da questo non si può assolutamente trascendere, è che qualsiasi trasformazione non può avvenire senza dolore, e come cittadino di questo cosmo auto-cosciente, LO DEVO ACCETTARE e non combattere. Non può esservi alcun cambiamento se prima non abbandoniamo la paura e il terrore verso l''ignoto che per millenni ci ha attanagliato le viscere, e così come io sto pian piano "rinascendo", affidando la mia guarigione completamente all'intelligenza della comunita di 50 trillioni e oltre di cellule presenti nel mio corpo, seppur con qualche momento di comprensibile sconforto, questo mondo rinascerà dalle sue ceneri intellettualoidi per lasciare spazio alla prossima razza.

La prossima "semina", avrà il privilegio di aver già separato "la gramigna" dal "buon raccolto". Coloro che ostentano amore verso il potere e il controllo a tutti i costi, l'immagine a tutti i costi e il consumo a tutti costi a discapito della salute umana, lo fanno solo e unicamente in virtù di ciò che ritengono giusto fare secondo il loro retaggio e punto di vista. Basta ODIO. Essi possono sì schiavizzare le nostre vite per mezzo di un debito pubblico INESISTENTE, infarcito di carta colorata di cui ben presto faremo coriandoli; possono di certo alimentare i nostri desideri sino al punto da non riconoscere quale dei due sia reale: noi o l'immagine riflessa in uno specchio, e possono anche decidere di quale male dobbiamo morire. Ma ciò che non possono assolutamente schiavizzare, controllare, reprimere e in alcun modo assoggettare al loro volere è LA COSCIENZA. Puoi di certo inscatolare un regalo, poiché composto di materia, ma non puoi inscatolare l'immateria. La coscienza è un flusso immateriale che viaggia per tutta la rete che ci interconnette, e chi sarà abbrastanza pronto ed astuto per recepire le nuove informazioni in entrata, potrà finalmente vedere... di nuovo tutto ciò che c'è da vedere. Basta lotte. Basta aver paura... andiamo avanti perché presto, quando finalmente la scienza attuale vedrà sgretolarsi pian piano tutte le sue ridicole e antiquate convinzioni, e nuovi modelli teorici prenderanno il loro posto, ne vedremo delle belle... in tutti i sensi.

a presto,
Andrea

AutomiRibelli



Come non essere d'accordo con le parole del buon Andrea. Un grande in bocca al lupo da tutto lo staff di wakeupneo, che le nostre strade possano correre parallele.

Donnie.

martedì 10 giugno 2008

Pollice verde

L’ ayahuasca è una pianta con proprietà allucinogene originaria del sud America. Illegale in gran parte del resto del mondo, nei paesi amazzonici è invece considerata parte integrante della cultura india e addirittura protetta dalle leggi sulla libertà di religione individuale. Chiamata anche la pianta dei morti o pianta delle anime viene consumata attraverso degli infusi preparati da Sciamani in cerimonie religiose in cui i partecipanti effettuano un “viaggio spirituale”, entrano infatti in quello che viene chiamato uno “stato alterato di coscienza” in cui non è raro avere allucinazioni di vario genere ed entrare in “contatto” con esseri spirituali o comunque appartenenti ad una dimensione diversa dalla nostra. La ragione per la quale questa pianta provoca tali visioni è abbastanza nota: contiene infatti un’ alta concentrazione di dimetiltriptamina (più comunemente DMT) e cioè la più potente sostanza psicoattiva oggi conosciuta.

La DMT ha una struttura chimica del tutto simile alla psilocibina (un composto alcaloide allucinogeno estraibile da alcuni funghi del genere Psilocybe e Stropharia) e al più potente neurotrasmettitore del cervello umano: la serotonina. La serotonina, insieme ad altre sostanze ‘particolari’ (norepinefrina, istamina e melatonina) che contribuiscono attraverso dei processi biochimici alla trasformazione della serotonina in triptamina, precursore chimico della DMT sono isolate nella ghiandola pineale, nel sangue, nei tessuti cerebrali e nel fluido cerebrospinale in cui è immerso il cervello quindi già presenti (anche se in quantità minima) nel nostro corpo.

La ghiandola pineale viene [1][2] spesso associata al cosiddetto “terzo occhio”, al chakra della corona, ambiente della consapevolezza interiore e sede fisica della coscienza, in connessione diretta con il Divino. Gli enzimi che consentono la trasformazione della serotonina sono regolati dalla luce solare attraverso la retina, la secrezione di melatonina quindi è principalmente notturna ed ha il suo apice durante la fase di sonno REM. A quanto trovato in rete sembrerebbe che una pratica comune (in teoria) per massimizzare l’effetto naturale di stimolazione della ghiandola al buio sia quello di rimanere per 3 giorni in un ambiente privo di illuminazione (dark room) ma fin’ ora non ho trovato riferimenti di esperienze in prima persona.


La pineale può essere stimolata anche attraverso stati di profonda meditazione. La pratica orientale più famosa in occidente è sicuramente quella del Kundalini yoga (yoga della consapevolezza). La Kundalini è una potentissima forma di energia avvolta a spirale, come un serpente alla base della spina dorsale a livello sottile, ed è considerata come la forza più poderosa della vita. Lo scopo del kundalini yoga è quello di risvegliare questa incredibile forma di energia farla risalire lungo tutta la spina dorsale, purificando ed espandendo al suo transitare i 7 chakra fino a quello della corona, posto al di sopra del cranio. A questo punto l’ Illuminazione, la connessione con l’ universo, con Dio e con tutto il creato è completata.





A cavallo degli anni 90 lo psichiatra Rick Strassman comincia a sperimentare la DMT sull’uomo, con lo scopo di scoprire se questa sostanza potesse avere eventuali effetti terapeutici. Tutti i soggetti (volontari) a cui è stata iniettata per via intramuscolare (0,2 mg per kilo) la DMT hanno riferito di incredibili incontri con esseri soprannaturali, non fisici. Leggendo le diverse testimonianze dei pazienti salta subito all’occhio che tutti i racconti, i “posti visitati” e gli esseri incontrati sono tutti molto simili tra loro escludendo quindi una reazione della DMT col singolo subconscio di ogni paziente ma come se fossero stati messi in condizione di poter “vedere” un universo comune a tutti gli uomini. Lo stesso Hancock nel suo libro “Supernatural” (“Sciamani” in Italia) afferma di aver fumato DMT e raccontando la propria esperienza, di aver incontrato delle intelligenze che hanno lasciato in lui una qualche forma di conoscenza che però non riesce a decifrare per via del limitato potere dei 5 sensi:

“In quel momento, e per forse un minuto o due in tempo reale, fui introdotto – nella misura limitata in cui ero in grado di afferrarlo – a un vero e proprio oltremondo, organizzato in maniera completamente differente dal nostro, dove le leggi di fisica non trovano applicazione, dove ci sono più di tre dimensioni, e dove è stato riposto un numero impressionante di informazioni.”

“Tuttavia ero uscito dall’ esperienza con la singolare sensazione che fossero state trasferite su di me enormi quantità di dati. E’ una cosa strana a dirsi, ma tutti questi nuovi dati rimasero profondamente inseriti nella mia coscienza per molto tempo dopo – esattamente come ci potremmo rendere conto della presenza di un grosso file nuovo improvvisamente scaricato sull’ hardisk del nostro computer. E proprio come è possibile scaricare un file ma è impossibile aprirlo a meno che non sia montato il software adatto.”
- Graham Hancock “Sciamani”.

Nello stesso libro l’ autore fa un parallelo molto interessante tra le esperienze derivate dall’assunzione di ayahuasca, racconti di miti di iniziazioni sciamaniche e anche le testimonianze di persone vittime di abduction analizzate da John Mack, professore di psichiatria ad Harvard e un pool di altri ricercatori. Incredibilmente in una linea temporale di migliaia di anni (dai miti di iniziazione sciamaniche alle più recenti abduction) i racconti e le testimonianze raccolte sono tutti simili e molti portano anche gli stessi medesimi particolari. Inutile a dirlo, i dati raccolti da professor Strassman descritti nel suo libro “DMT: The Spirit Molecule” sono quasi identici a quelli delle persone che riferivano di essere state rapite dagli alieni. Altro paragone che facciamo noi, è quello con le testimonianze raccolte nel libro di William Buhlman nel libro “Come uscire fuori dal corpo”. Il viaggio astrale, volontario o meno (OBE, Out of Body Experience e NDE, Near Death Experience, rispettivamente: esperienze fuori dal corpo e esperienze vicine alla morte) viene descritto nello stesso modo dei consumatori di ayahuasca, un sogno consapevole, incredibilmente vivido che porta alla riscoperta della propria spiritualità attraverso un universo diverso dal nostro, invisibile ai nostri occhi ma che nel profondo di noi stessi sappiamo esistere. La capacità intrinseca del nostro cervello di sintonizzarsi su diversi canali viene quindi tramandata a noi da religioni quali lo sciamanesimo e il buddismo, la scienza può spiegarci quali reazioni chimiche avvengono nel nostro organismo per portarci… dove? In una semplice allucinazione? In un’ altra dimensione? Cos’è quindi la coscienza? Cosa cè al di là dei cinque sensi? Cosa cè che noi non vediamo?

[Link alla discussione]


Bibliografia:

Graham Hancock - Sciamani
William Buhlman - Come uscire fuori dal corpo
La luce adamantina
Altrogiornale.org
Wikipedia

domenica 8 giugno 2008

Nel fantastico mondo del Liber OZ

Prima di cominciare volevo ringraziare tutte le persone che mi hanno ispirato a riguardare "Il fantastico regno di Oz".. questo post è merito di qualcun'altro.

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"La legge del più forte: questa è la nostra legge e la gioia del mondo."

La favola di Oz è stata ispirata direttamente da Aleister Crowley, il Liber Oz 77, è opera sua.
Crowley è interpretato nel film dal Mago Meraviglia, il personaggio che nel primo film possiede la sfera di cristallo di Osiride ed Iside.

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Un estate di due anni fa rimasi affascinato da un discorso tenuto da un membro dell' UAAR (Unione degli Atei Agnostici Razionalisti), il quale ci spiegò il suo "Credo", secondo il quale, a causa del naturale procedimento di putrefazione del corpo, un giorno anche noi diventeremo stelle del Firmamento. Lo stesso Firmamento, o "Paradiso" menzionato più volte nel credo Cattolico "tu che sei nell'alto dei Cieli" e "Tutto il popolo in cammino deve a te la vita" ..


In Final Destination, vediamo proprio all'inizio del film la scritta "Final Destination" proprio sopra il cielo stellato, ad indicarci che è lì che un giorno andremo tutti.
Il Firmamento, e l'aldilà è l'ambientazione principale dei film dedicati al Regno di Oz.

"Somewhere over the rainbow Way up high There's a land that I heard of Once in a lullaby [...] Some day I'll wish upon a star And wake up where the clouds are far behind me Where troubles melt like lemondrops Away above the chimney tops That's where you'll find me"

"Lassù sopra l'arcobaleno, C'è una terra della quale una volta sognai [...] Un giorno io sarò su di una stella e mi svegliero molto al di sopra delle nuvole, la dove i problemi colano via come goccie di limone, lontano al di sopra dei camini sarà lì che mi troverai."

Ed è proprio lì tra le Stelle del firmamento che leggiamo "Oz".

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L'arcobaleno a cui ammicca la canzone è Lo stesso Omega che simboleggia la Fine, nel caso specifico di Oz, la morte.



Infatti Dorothy In entrambi i film arriva nel regno di Oz proprio in seguito ad un NDE (Near Death Experience - Esperienza vicina alla morte). Per intenderci l'NDE è quello stato in cui alcune persone vedono il "Tunnel verso la luce".
Invece la stella nominata nella canzone dove è situato il Fantastico regno di Oz altro non è che un ammiccamento a Sirio, la Stella Polare dalla quale venivano gli esseri con i quali Aleister Crowley diceva di entrare in contatto. Sirio, la Stella del Nord diventa nel film "La Strega del Nord"

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Nel film Dorothy, per tornare a casa dovrà sconfiggere la Strega dell' Est (Alba, Vita) e la Strega dell' Ovest (Tramonto, Morte) per divenire Immortale. [continua..]