sabato 24 gennaio 2009

Benvenuti al Fight Club - Parte II

PARTE I

Forse stavo sviluppando l'abitudine. Ci si può assuefa­re alle scazzottate e forse avevo bisogno di passare a qualcosa di più impegnativo.

E' stata quella la mattina in cui Tyler ha inventato il Progetto Caos.

Tyler mi ha chiesto contro che cosa combattevo in realtà.

Quello che dice Tyler dell'essere una merda e gli schia­vi della storia, così mi sentivo. Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell'Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocar­buri in cielo a mangiarsi l'ozono. Aprire le valvole nei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piat­taforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto.

Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.

Mentre picchiavo quel ragazzo, in realtà avrei voluto piantare una pallottola tra gli occhi di ogni panda in pericolo che si rifiuta di scopare per salvare la propria specie e ogni balena o delfino che molla tutto e va a spiaggiarsi.

Non vederla come estinzione. Prendila come un ridimensionamento.

Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rende­re conto di ogni goccia di olio di motore usato.

Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che nascessi.

Ho tenuto la faccia dell'angioletto come un bebè o un pallone da football nella piega del braccio e l'ho pestato con le nocche, l'ho pestato finché i denti non gli hanno segato le labbra. Poi l'ho pestato con il go­mito finché mi è cascato tra le braccia come un sacco. Finché sugli zigomi gli era rimasto solo un velo di pel­le nera.

Volevo respirare scarichi.

Uccelli e cervi sono uno stupido lusso e tutti i pesci dovrebbero galleggiare.

Volevo dar fuoco al Louvre. Spaccare gli Elgin Mar­bles a martellate e pulirmi il culo con la Gioconda. Que­sto è il mio mondo, ora.

Questo è il mio mondo, il mio mondo, e quelle perso­ne antiche sono morte.

E facevo colazione la mattina che Tyler ha inventato il Progetto Caos.

Volevamo liberare il mondo dalla storia.

Facevamo colazione nella casa di Paper Street e Tyler mi ha detto di immaginarmi di piantare ravanelli e pa­tate sul green della quindicesima buca di un campo di golf dimenticato.

Darai la caccia agli alci nelle valli boscose intorno alle rovine del Rockefeller Center e cercherai molluschi in­torno allo scheletro dello Space Needle, inclinato di quarantacinque gradi. Dipingeremo sui grattacieli le fi­gure di enormi totem e simulacri di divinità maligne e tutte le sere quel che resta del genere umano si ritirerà negli zoo abbandonati e si chiuderà a chiave nelle gab­bie per proteggersi dagli orsi e dai grandi felini e dai lupi che di notte passeggiano e ci guardano dall'altra par­te delle sbarre.

«Il riciclaggio e i limiti di velocità sono cazzate» ha detto Tyler. «E come uno che smette di scopare quando è sieropositivo.»

Sarà il Progetto Caos a salvare il mondo. Un'era gla­ciale culturale. Un secolo buio prematuramente indot­to. Il Progetto Caos obbligherà l'umanità a entrare in catalessi o in fase di remissione il tempo necessario alla Terra per riprendersi.

«Giustifica tu l'anarchia» dice Tyler. «Risolvila tu.»

Come fa il fight club con impiegati e commessi, il Progetto Caos disarticolerà la civiltà perché si possa fa­re qualcosa di meglio del mondo.

«Immaginati» ha detto Tyler, «a far la posta all'alce dalle finestre dei grandi magazzini tra file puzzolenti di splendidi abiti da sera e smoking che vanno in ma­lora appesi alle loro grucce, porterai indumenti di pel­le che ti dureranno fino all'ultimo dei tuoi giorni e ti arrampicherai per i rami grossi come tronchi del kud­zu rampicante che abbraccia la Sears Tower. Come Jack sulla pianta di fagioli, sbucherai dalla volta goc­ciolante della foresta e l'aria sarà così tersa che vedrai figure minuscole battere il granturco e disporre a es­siccare strisce di carne di cervo nella corsia d'emergen­za vuota di una superstrada abbandonata che si allun­ga, larga otto corsie e torrida ad agosto, per mille chilometri.»

Questo era lo scopo del Progetto Caos, ha detto Ty­ler, la completa e immediata distruzione della civiltà.

Che cosa viene dopo nel Progetto Caos nessuno lo sa salvo Tyler. La seconda regola è che non si fanno do­mande.

«Non comperate cartucce» ha detto Tyler al Comitato Aggressioni. «E giusto perché non abbiate a crucciarve­ne, sì, dovrete ammazzare qualcuno.»

Incendi. Aggressioni. Scherzi e Disinformazione.

Nessuna domanda. Nessuna domanda. Niente scuse e niente bugie.

La quinta regola del Progetto Caos è che bisogna fi­darsi di Tyler.


- Chuck Palahniuk "Fight Club"






With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
If there's nothing in it
And you'll ask yourself

Where is my mind..

18 commenti:

VERITAS2012 ha detto...

incredibile...nell'immagine del palazzo risuona ankora la figura dello SMILE...da collegarsi a qsto:
http://thesynopticon.blogspot.com/2009/01/barack-obama-pt-ii.html

Donnie ha detto...

L'ho messa apposta..

VERITAS2012 ha detto...

hai fatto bene...bravo :)

Duncan ha detto...

Salute a tutti..
Mi fa una certa sensazione leggere questi brani. Ricordo quando vidi per la prima volta il film (non avevo ancora letto il libro) e per certi aspetti fu una folgorazione.
Non ebbe lo stesso destino di Matrix, non poteva averlo.. ma era tale la sua carica seducente che per molti divenno un cult, un simbolo. E come diceva il mio meccanico (prima di essere arrestato per smercio di canapa indiana, ma ciò non vuol dire che tutte le cose che diceva le diceva da "fumato"), "quando una cosa diventa un cult è il primo passo per riceverla nel culo".
La raffinatezza non è mai stata una sua qualità, Ma su Fight Club mi è venuta diverse volte alla mente..
Voglio risparmiarvi una pappardella che durerebbe pagine, e quindi semplifico a costo di essere banale. Fight club viene da tanti "inquadrato" come un film di simbolica "resistenza", come un cult per "ribelli" metropolitani, come una riaffermazione dell'istintivo e dell'originario contro la massificazione e il dominio delle cose,ecc.
Alcune di queste cose non mancano.. alcuni passaggi sono memorabili..
Il salto "illogico" è vederlo totalmente così, un film di "risveglio" come Matrix.
Io penso, e spero di non scontentarvi, anche se non ho capito come la pensate fondamentalemnte su questa opera.. io, penso che Fight Club sia fondamentalmente un film NICHILISTA.
E' un film della dissoluzione impotente, della disperazione fanatica dinanzi al male, un film di reazione inconcludente, un film che rende la resa proprio quando "mostra" nel terrorismo che più parodia del del terrorismo non potrebbe essere l'unica forma di risposta convulsa e convulsiva a questo mondo.
E' un film geniale nella distruzione, ma oltre la cui distruzione non c'è nulla. E' rischia la stessa parabola di Nietsche che da Grande dipinse il male, l'ipocrisia, la degradazione, la perversione, la corruzzione dei valori... ma si innamorò del suo abisso e piombò in una follia che è metafora dell'abisso teorico nel quale era stato annichilito. Scoperta l'ipocrisia che si nasconde dietro le parole amore, bellezza, giustizia, compassione usate dalla società fece il passo ulteriore verso il buco nero, arrivando a ritenere che non esistessero proprio cose come la Belleza, la Giustizia, la Compassione, l'Amore.
Se volete il nichilismo è proprio questo. La negazione priva di un altro orizzonte. La distruzione disperata. Il soccombere all'inevitabilità del mare. Ogni vero ribelle in realtà non è nichilista, perché si oppone alla società in cui vive NEL NOME DI UNA FEDELTA' PIU' ALTA.. questo lo salva dall'abisso della disperazione disperazione che prima o poi colpisce tutti i nichilisti.
Ma torniamo a noi...
La prima parte è scoppiettante, e mentre leggi o vedi ci sono momenti galvanizzanti..
Ma, cosa crea pian piano Tyler?
Quale è la sua strategia di "opposizione"? Come pone in essere la sua "ribellione"?
Creando una serie di gruppi paramilitari composti da uomini psicotici, lobotomizzati dal lavaggio del cervello, per obbedire come macchine da combattimento. Crea un esercito da Gestapo.. che si serve di bestie umane deprivate di coscienza per diffondere un caotico terrorismo di massa.
Inquadramento paramilitare.. distruzione di ogni individualità.. obbedienza cieca.. fanatismo delirante.. psicosi.. lavaggio del cervello.. terrorismo..
Ecco la ribellione di Tyler..
In Fight club, alla fin fine, al succo del succo, c'è solo un male che combatte un altro male..
Nichilismo appunto..
Un caro saluto..

Donnie ha detto...

Ciao Duncan, questo è uno stralcio del libro preso parola per parola, qui: http://wakeupneo.blogspot.com/2008/07/benvenuti-al-fight-club.html una mia personale interpretazione del film, mi farebbe immensamente piacere una tu considerazione anche su quella.

Donnie.

Duncan ha detto...

Lo farò il più presto possibile..
stasera ho gli sgherri del Lato Oscuro alle calcagna, quindi per un attimo giusto mi sono collegato dal pc della bisca cinese dietro la chiesa piduista..
Comunque un gran bocca al lupo a tutti voi, razza di Cavalieri del Graal che non siete altro..:-)..

Duncan ha detto...

Ho letto la tua interpretazione di Fight Club, Donnie..
Mi è piaciuto come hai reso il simbolismo del film. O come lo hai fatto "rientrare" nei simboli. In realtà in entrambi i casi a me andrebbe bene. Perché l'importante è la ricchezza che un film suscita in noi, ciò che ci fa "partorire", a prescindere da ciò che quel film voleva dire. Anche perché non esiste un "volere dire" oggettivo e cristallizzato, che se ne sta lì in eternum come una cornacchia..
Il lettore o lo spettatore, o meglio colui che fa entrare in sé un'opera e la rivive riseminandola e.. "pemnetrandola e fecondandola" (c'è qualcosa di sessuale in tutto ciò :-) diventa a tutti gli effetti un co-creatore dell'opera, un co-autore.
Quindi ti scrivo non come semplice spettatore di un film, ma come co-autore del senso di un'opera..
Andando nel merito la tua intepretazione la trovo calzante. Vogli citare due momenti centrali.
Uno iniziale:

"L'intera opera infatti non è nient' altro che una metafora per raccontare la lotta tra l'essere umano contro il proprio ego.
...Guardandolo mi è apparso chiaramente come il protagonista abbia percorso passo dopo passo quel sentiero che tutti noi, volenti o nolenti abbiamo imboccato tempo fa e che tutt'ora percorriamo, a volte in salita a volte in discesa ma da dove alla fine (almeno nel film) il nostro nuovo IO verrà fuori, l' ego eliminato e lo stargate verrà aperto."
Quello che hai colto con queste parole è prezioso, e visto come lo hai detto.. non c'è bisogno che io aggiunga altro..
E poi, l'altro passaggio:

"Il sapone, credo rappresenti simbolicamente il nostro cammino interiore, fatto di [in]sofferenza, verso e per noi stessi, verso e per gli altri. La nostra guerra interiore, la nostra difficoltà nella "vita reale".
...Il primo passo fatto dal protagonista del film, Edward Norton, che rappresenta nella pellicola il vecchio IO, è quello di sottoporsi (costretto dal suo Sè superiore, Brad Pitt) al dolore 'fisico', un' ustione da sostanze chimiche."

Qua, lasciatelo dire, sei stato grande. Pochi hanno afferrato l'importanza di quel momento.
Il momento del "sapone" è uno dei punti di svolta cardinali dell'intero film. E' un vulcano che ci esplode addosso. Il film non è assolutamente concepibile senza di esso. E'una deflagrazione.
Quando vidi per la prima volta questa scena rimasi folgorato.
Il solo vederla era un piccolo.. "risveglio"...
C'era qualcosa dei leggendari enigmatici pazzoidi sublimamente folli Maestri Zen dell'età dell'oro.. che furono inarrivabili nell'utilizzare (anche) il dolore e lo shock come strumenti di liberazione..
E conta molto il frammento di continuum in cui si inserisce questo spezzone. Dopo i "gruppi di sostegno"..
I gruppi avevano rappresentato un progresso, ma anche un pantano.
I gruppi avevano cominciato a nutrire il suo io affamato.
Ma erano diventati una palude.
Una gonna sotto cui nascondersi, come ogni ometto dei nostri giorni sa fare, per farsi "proteggere" e "nutrire" dalla mamma, dalla fidanzata, dalla moglie.
I gruppi sono l'eterno caldo e avvolgente Utero. Sempre dipendenza, ma questa volta più sensuale e gratificante. Catene d'oro.. e di empatia. Ma..catene..
Il gruppo (di sostegno intendo, non sto parlando dei gruppi in genere) è il regno del "dormi bambino dormi.. sei ferito.. povero piccolo.. sei impotente.. ma ti proteggiamo noi.. fai la nostra meditazione alla camomilla.. piangi bambino mio piangi.. fatti abbracciare.. succhia un pò da sto seno.. fatti coccolare.. DORMI.. DORMI.. DORMI.."
Il Sapone è lo Scuotimento che ti fa diventare davvero Uomo..
L'utero deve essere sfondato perché tu diventi libero..
Non hai bisogno di gonne e donne materne.. non sei un bambino.. sei un Condottiero.. sei una Forza dell'Universo.. sei un.. UOMO..
E' allora col sapone Tyler è come se dicesse...
"SVEGLIA.. SVEGLIA.. SVEGLIA..
Senti questo dolore e abbraccialo, amalo.. brucia di vita, ardi dannata bestia di essere umano che non sei altro.. ardi e illumina.. quelli sono morti, sono cadaveri, hanno trovato un'altra nicchia dove difendersi dalla vita.. ma la vita è una donna selvaggia.. valle addosso.. conquistala... falla godere.. diventa chi sei.. SVEGLIA.."
Non so voi, ma questa storia dei gruppi e del sapone mi continua a fare venire in mente la immortale massima:
"Se incontri un Buddha uccidilo"..
Dove finisconolo le dipendenze.. cominci a intravedere..la Terra del Loto..
Davvero una bella interpretazione Donnie..
Complimenti..

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